Pensione di reversibilità (quarta parte)

di Giuseppe Aymerich Commenta

Per chiudere il discorso sulle pensioni di reversibilità e indirette, rimangono alcuni problemi applicativi sparsi, di cui descriviamo..

pensione di reversibilità

Per chiudere il discorso sulle pensioni di reversibilità e indirette, rimangono alcuni problemi applicativi sparsi, di cui descriviamo di seguito quelli che appaiono più importanti.

Un caso comune, per esempio, è quello in cui nessuno ha diritto alla pensione di reversibilità: gli eredi hanno tuttavia diritto a richiedere un’indennità una tantum a titolo di risarcimento per i contributi versati dal defunto; ciò, però, è possibile solo se il richiedente non ha un reddito annuo superiore a € 5.317.


L’indennità oscilla appena fra i 22 e i 67 euro se il defunto aveva versato contributi entro il 31 dicembre 1995, mentre sale a 409 euro moltiplicati per gli anni di contributi se essi sono stati versati soltanto dopo il 1° gennaio 1996.

Si registra, inoltre, un’importante sentenza della Corte Costituzionale, che ha stabilito che la legislazione descritta si applica integralmente anche ai nipoti in linea retta (dunque i nipoti di nonno e non di zio) quando essi erano a carico del defunto. In presenza di questa situazione, anche i nipoti acquisiscono lo status di “superstiti” e sono parificati a tutti gli effetti ai figli.

Un’altra sentenza della Consulta ha invece affrontato il caso in cui il defunto ha lasciato un’ex coniuge e un nuovo coniuge, entrambi superstiti. La legge aveva previsto e prevede tuttora che la quota di pensione spettante normalmente al coniuge va ripartita fra i due (o magari più) soggetti interessati, in proporzione ai rispettivi anni di matrimonio.


La Corte Costituzionale ha però parzialmente bocciato questa norma, poiché uno dei superstiti potrebbe ricevere una somma del tutto insufficiente a sopravvivere: i giudici costituzionali hanno così stabilito che la ripartizione può sì basarsi sugli anni di matrimonio ma ammorbidendo le rigidità di questo calcolo con la valutazione delle rispettive condizioni economiche.

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