Novità riforma pensioni governo Monti

di Stefania Russo 1

Tra le novità del governo Monti su tasse, pensioni e lavoro figura la riforma delle pensioni a cui sta lavorando soprattutto...

Tra le novità del governo Monti su tasse, pensioni e lavoro figura la riforma delle pensioni a cui sta lavorando soprattutto Elsa Fornero, neo ministro del Welfare.

In attesa di conoscere con certezza in cosa consisterà la riforma, dalle pagine di CorrierEconomia arrivano alcune anticipazioni sul nuovo meccanismo pensionistico, le cui principali novità con ogni probabilità riguarderanno l’introduzione della flessibilità dell’età pensionabile e di un sistema contributivo per tutte le categorie di lavoratori, con premi e penalizzazioni a seconda dell’età in cui si decide di andare in pensione.

DEDUCIBILITÀ CONTRIBUTI VOLONTARI

Per quanto riguarda l’introduzione del cosiddetto sistema contributivo pro-rata, questa misura rappresenta senza dubbio un avvicinamento dei trattamenti tra le diverse categorie di lavoratori. In particolare la locuzione “pro-rata” sta a significare che il nuovo meccanismo riguarderà tutti i lavoratori, a prescindere dal numero di anni di contributi accumulati al 31 dicembre del 1995, ma varrà solo per i versamenti effettuati dal 1° gennaio 2012, circostanza che attenua in parte gli effetti negativi derivanti da questo nuovo sistema di calcolo, soprattutto per chi è molto vicino all’età pensionabile.

CONTRIBUTI VOLONTARI CASALINGHE

In merito all’età flessibile, invece, stando alle prime indiscrezioni la riforma dovrebbe prevedere un innalzamento della fascia di età pensionabile dai 57-65 anni ai 62-70 anni. In particolare chi sceglierà di andare in pensione prima dei 62 anni subirà una riduzione proporzionale dell’assegno mensile, mentre chi andrà in pensione dopo i 65 anni subirà una maggiorazione, sempre proporzionale, dell’assegno mensile.

Non è ancora ben chiaro, invece, se rimarrà intatta la possibilità di andare in pensione dopo 40 anni di contributi, a prescindere dall’età. Le prime indiscrezioni vedono tale possibilità solo a favore di determinate categorie di lavoratori.

Commenti (1)

  1. non e giusto…..chi lavora 40 anni e chi non ha mai lavorato..paga solo gli onesti. questa nazione fa skifooo . io lavoro dal 1976 tutti i giorni mai fatto 1 giorno di sciopero . questo problema dovrebbe pagarlo ki lo ha creato..cioe i sindacati.politici.banche..no ki e spezzato la skiena..ma gesu esiste…..spero ke possiate morire di cancro voi e le vostre famiglie per 7 generazioni……

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