Congedo paternità e dimissioni in bianco riforma del lavoro

di Vito Verna Commenta

Non tutti i mali vengono per nuocere e, nel caso in cui il "male" sarebbe la discutibile riforma del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, il detto parrebbe proprio essere vero.

Congedo paternità e dimissioni in bianco riforma del lavoro

Non tutti i mali vengono per nuocere, si sarebbe soliti affermare, e, nel caso in cui il “male” sarebbe la discutibile riforma del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, il detto parrebbe proprio essere vero.

DURATA MASSIMA CONTRATTO A TERMINE

Nonostante tutte le comprensibili mancanze di una riforma accampata in fretta e furia e senza l’adeguato consenso delle parti sociali, il documento in questi giorni approvato dal Governo Monti conterrebbe almeno due interessantissime norme riguardanti, in particolare, il congedo di paternità e le dimissioni cosiddette in bianco.

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CONGEDO OBBLIGATORIO DI PATERNITA’

Relativamente al primo punto, come ormai ampiamente noto, l’esecutivo italiano avrebbe inteso recepire le più moderne e recenti normative europee in materia di maternità e paternità introducendo, anche nell’ordinamento italiano, l’obbligo del congedo di paternità da usufruirsi, per un totale di 3 giorni lavorativi consecutivi, entro 5 mesi dalla nascita del bambino.

DIMISSIONI IN BIANCO

Relativamente al secondo punto, invece, il Governo Monti avrebbe inteso approvare alcune misure che tutelino la maternità e che, in particolare, contrastino il fenomeno discriminatorio delle dimissioni cosiddette in bianco.

D’ora in poi, infatti, sia il regime di convalida delle dimissioni spontaneamente rese dalla madre sia quello di convalida della risoluzione consensuale del contratto di lavoro saranno fortemente inaspriti nonché prolungati sino al terzo anno di vita del bambino.

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