Test di Medicina, passa uno su nove

di Giuseppe Aymerich Commenta

Studiare in uno dei corsi di laurea afferenti al Servizio Sanitario Nazionale è un percorso molto lungo e molto impegnativo..

Studiare in uno dei corsi di laurea afferenti al Servizio Sanitario Nazionale è un percorso molto lungo e molto impegnativo, ma perlomeno è coronato da un successo professionale sostanzialmente garantito.

D’altronde, il numero degli operatori in Italia sta diminuendo anno dopo anno e si avverte un enorme bisogno di nuove leve; non a caso, gli infermieri provenienti dall’Est o dal Sudamerica vedono l’Italia come un eldorado.


Il primo e durissimo gradino di questa carriera, però, è il test d’ammissione: il numero chiuso vige ovunque e i giovani appena usciti dall’esame di maturità dovranno ben presto rimettersi sui libri, per affrontare una prova micidiale.

Secondo i dati diffusi dalle università con riferimento al 2009, soltanto un candidato su nove è riuscito a superare il test d’accesso ai corsi di Medicina & Chirurgia, ed è perfino un dato ottimistico e positivo se confrontato con i colleghi che hanno tentato l’ancor più promettente e selettiva strada dell’Odontoiatria: i sopravvissuti al test sono stati appena uno su ventinove.

Quest’anno, il numero dei posti messi in palio nei vari atenei italiani interessati (quarantuno) è leggermente aumentato rispetto all’anno scorso: 38.685 contro 37.851. Per l’esattezza, nel 2010 sono a disposizione 28.135 posti per le varie professioni sanitarie, 8.755 posti in Medicina & Chirurgia, 1.006 per Veterinaria e 789 per gli aspiranti dentisti.


La scelta, adottata di concerto dal ministero dell’Università e da quello della Salute, viene appunto incontro alle accresciute esigenze del mercato italiano.

Non è però affatto detto che tutto ciò incrementi le possibilità degli studenti: il numero dei partecipanti al test d’ammissione, infatti, è aumentato esponenzialmente dal 2001 al 2009 (addirittura +97% per Medicina & Chirurgia), e se salirà anche nel 2010, ai maggiori posti a disposizione corrisponderanno paradossalmente minori probabilità di aggiudicazione.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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