Aprire un negozio di somministrazione di alimenti

di Giuseppe Aymerich Commenta

Oltre ai requisiti indicati, l’imprenditore che intende commerciare prodotti alimentari deve rispettare un’altra condizione..

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Oltre ai requisiti indicati, l’imprenditore che intende commerciare prodotti alimentari deve rispettare un’altra condizione: deve essere formalmente abilitato a svolgere quest’attività, per ovvi motivi di tutela dei consumatori e garanzia del rispetto delle norme igieniche.

Esistono fondamentalmente due strade seguibili per soddisfare questa condizione. La prima possibilità è quella di seguire un corso professionale riconosciuto ufficialmente dalla Regione. La seconda è quella di aver svolto per almeno due anni nell’ultimo quinquennio il ruolo di dipendente (oppure di coniuge, familiare o affine dell’imprenditore in un’impresa familiare) di un altro negozio nel ruolo di addetto agli alimentari.


Questa seconda strada, tuttavia, secondo le indicazioni diffuse dal Ministero dell’Industria, non è praticabile da agricoltori e pescatori che rivendono i prodotti della propria attività né da coloro che intendono avviare un’azienda che pratichi la somministrazione di alimenti da asporto (pizzeria, gelateria, bar, rosticceria e simili).


Esisteva anche una terza strada (la preesistente iscrizione nel REC, il Registro degli Esercenti il Commercio), ma ormai questa possibilità è stata soppressa in seguito all’abrogazione del REC.
Se l’impresa è una società, il requisito della professionalità deve essere rispettato dal rappresentante legale o, in alternativa, da un dipendente addetto al reparto alimentare.

Quando si intende avviare un’attività commerciale, come accennato, non occorre più alcuna licenza particolare (salvo rare eccezioni), ma è sufficiente inviare una comunicazione al Comune dove sarà ubicata la sede, indicando il possesso di tutti i requisiti indicati dalla legge.

Se l’ente locale non trova niente da obiettare nei trenta giorni successivi al ricevimento della comunicazione, l’imprenditore può provvedere a registrarsi alla Camera di Commercio e ad iniziare l’attività.
Il percorso tracciato però, vale solo per i cosiddetti esercizi di vicinato: il discorso è invece più complesso per le medie e grandi attività commerciali.

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