Sagre paesane e Fisco

di Giuseppe Aymerich 1

Nel nostro Paese sono numerosissime le sagre organizzate da pro-loco e altre associazioni senza scopo di lucro in occasione di ricorrenze civili e religiose..

Nel nostro Paese sono numerosissime le sagre organizzate da pro-loco e altre associazioni senza scopo di lucro in occasione di ricorrenze civili e religiose.

La legge guarda con favore a queste iniziative, stabilendo alcune regole che prevedono una pressione fiscale pressoché nulla per i proventi ricavati in queste occasioni, a patto che siano rispettati alcuni requisiti inderogabili. In particolare, occorre predisporre un apposito rendiconto su entrate e uscite, entro i quattro mesi dalla fine dell’anno.


In linea di massima, si individuano quattro possibili fonti di entrata per tali associazioni: cessione di prodotti, somministrazione di alimenti e bevande, giochi e spettacoli.

La cessione di prodotti artigianali e altri beni non alimentari eseguita da enti non commerciali in occasione di sagre e ricorrenze non costituiscono base imponibile per l’imposta sui redditi purché i beni siano ceduti direttamente al pubblico (senza intermediari) e purché non vi siano insegne, pubblicità o altri elementi organizzativi che cancellino il requisito della pura occasionalità dell’iniziativa. Il discorso vale tanto per i beni autoprodotti quanto per quelli acquistati da terzi o ricevuti in dono.


Discorsi analoghi si applicano anche quando l’associazione approfitti dell’occasione per somministrare alimenti e/o bevande al pubblico. In queste ipotesi, tuttavia, occorre che i responsabili abbiano frequentato un corso di formazione sulle ordinarie norme igieniche per la conservazione del cibo.
La possibilità di organizzare giochi a premi è un’esplicita deroga al notorio monopolio di Stato. Occorre però che i premi non siano in denaro e il loro valore complessivo non superi determinate soglie (€ 12.911,42 per tombole e pesche di beneficenza, € 51.645,69 per le lotterie).

È inoltre possibile eseguire attività di spettacolo e d’intrattenimento, previa comunicazione alla SIAE.
Va infine ricordato che, trattandosi per definizione di attività occasionali, nessuna di esse rientra nel campo di applicazione dell’IVA.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Commenti (1)

  1. Chiedo cortesemente un Vs. autorevole parere: sono il Segretario del Consiglio di Amminstr.di un Corpo Musicale amatoriale (banda di paese). Abbiamo regolare Statuto registrato,siamo regolarmente iscritti all’Agenzia delle Entrate con modello EAS, abbiamo solo il Cod.Fisc.. Durante l’anno per reperire fondi necessari per pagare affitto sede, e tutte le altre utenze (luce, acqua,Immondizia ecc.) organizziamo per 2/3 fine settimana all’anno, il venerdì sabato e domenica somministrazione di alimenti e bevande rispettando quanto sopra da Voi esposto. Domanda: è sufficiente il solo Codice fiscale, oppure dobbiamo avere la partita IVA? e quindi seguire tutte le procedure inerenti alla gestione di una partita IVA?.
    Ringrazio

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