Revisione tabelle di ammortamento

di Giuseppe Aymerich Commenta

Per imprese e professionisti, l’ammortamento dei beni strumentali avviene applicando i coefficienti previsti in un decreto ministeriale..

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Per imprese e professionisti, l’ammortamento dei beni strumentali avviene applicando i coefficienti previsti in un decreto ministeriale emanato alla fine del 1988.

Il decreto prevedeva la suddivisione degli operatori in diverse decine di categorie, ad ognuna delle quali è assegnata una tabella con le aliquote da applicare per l’ammortamento ordinario. È consentito adottare aliquote inferiori rispetto a quelle tabellari, mentre non è riconosciuto fiscalmente impiegare percentuali superiori.


Poiché le aliquote sono relativamente basse, questo comporta per le aziende il dover ripartire la deduzione del costo d’acquisto del bene in un arco temporale molto ampio, con evidenti riflessi fiscali negativi, perlomeno valutandoli in un’ottica immediata (ciò che è indeducibile oggi, infatti, lo diventerà domani).


Erano previsti, in verità, alcuni strumenti alternativi all’ammortamento ordinario (l’anticipato e l’accelerato) applicabili rispettando alcune condizioni, che garantivano un maggiore risparmio fiscale nel breve periodo, ma sono stati soppressi nel 2007.

L’ultima Finanziaria del Governo Prodi aveva stabilito, come misura compensativa, che entro il 2008 sarebbero stati rivisti i meccanismi tabellari (vecchi ormai di vent’anni), ma le elezioni anticipate hanno reso lettera morta tale previsione legislativa.
La manovra d’estate del ministro Tremonti, tuttavia, è recentemente ritornata sull’argomento.

È stato stabilito che entro il 31 dicembre 2009 il sistema delle aliquote tabellari sarà revisionato, e, al contrario della norma di due anni fa, sono stati fissati anche alcune linee-guida: stabilire aliquote più elevate rispetto alle attuali per i beni “a più avanzata tecnologia o che producono risparmio energetico”, a discapito di coefficienti inferiori da adottare per i “beni industrialmente meno strategici”.

Nell’individuare i nuovi coefficienti, dunque, non entreranno in gioco solo parametri tecnici legati all’usura dei singoli beni strumentali ma anche obiettivi dichiarati di politica economica.

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