Ammortamento costo storico

di Giuseppe Aymerich Commenta

Come si è chiarito, il costo di un bene strumentale va ammortizzato nel tempo secondo un piano che rifletta la sua effettiva vita utile..

Come si è chiarito, il costo di un bene strumentale va ammortizzato nel tempo secondo un piano che rifletta la sua effettiva vita utile. Ma qual è esattamente il costo da ammortizzare, definito “costo storico”?

Qualora il bene sia comprato da terzi, si tratta ovviamente dell’importo versato al fornitore al momento dell’acquisto e rimasto a carico dell’impresa. L’IVA, quindi, non va considerata poiché l’impresa ne viene rimborsata in virtù dei meccanismi di tale imposta; questo, ovviamente, quando l’IVA risulta totalmente detraibile.


Al costo del bene si possono poi aggiungere anche gli oneri accessori, ossia quelli strettamente legati all’acquisto del bene strumentale: essi si possono, infatti, “capitalizzare”, cioè portare ad incremento del costo storico.

Un esempio lampante è la parte di IVA eventualmente indetraibile. Ma gli esempi possono essere tanti altri: se compriamo un’automobile, ad esempio, possiamo capitalizzare la parcella del notaio, l’imposta di trascrizione e altre spese eventualmente sostenute, purché tali oneri siano strettamente legati all’acquisto del bene.

Possiamo capitalizzare anche gli interessi passivi, purché si riferiscano ad un finanziamento ottenuto esclusivamente per l’acquisto di quel bene; in tutti i casi, sono capitalizzabili solamente gli interessi sostenuti fino alla data di acquisto e non quelli successivi.

È bene chiarire che gli oneri accessori non devono essere obbligatoriamente capitalizzati: si tratta di una libera scelta dell’imprenditore, che in alternativa li può considerare semplici costi d’esercizio.


Invece, dovranno necessariamente essere capitalizzati gli eventuali oneri di manutenzione straordinaria del bene sostenuti negli anni a seguire, poiché per definizione ne hanno aumentato il costo storico.
Se il bene è stato realizzato internamente, invece, il costo storico sarà dato dagli oneri diretti sostenuti specificamente per quella produzione (materie, manodopera…) più una “quota ragionevole” dei costi indiretti. La stima di tale ultima componente, ovviamente, rischia di essere molto arbitraria.

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