Deficit di innovazione tecnologica per l’Italia

di Giuseppe Aymerich Commenta

L’Unione Europea ha stilato, come ogni anno, una graduatoria di trentatré Paesi del Vecchio Continente riferita alla capacità di contribuire all’innovazione tecnologica..

L’Unione Europea ha stilato, come ogni anno, una graduatoria di trentatré Paesi del Vecchio Continente riferita alla capacità di contribuire all’innovazione tecnologica: si tratta dei ventisette Stati membri più altri sei (Croazia, Islanda, Norvegia, Serbia, Svizzera e Turchia).


La graduatoria comporta la valutazione di ben ventinove parametri, l’assegnazione di un relativo punteggio per ciascuno di essi e il calcolo di una media ponderata, racchiusa nell’intervallo fra 0 (il minimo) e 1 (il massimo).
La media europea si attesta a 0,5 e l’Italia, purtroppo, è al di sotto: 0,4. Fra i trentatré Paesi valutati, il nostro si colloca al ventitreesimo posto, al di sotto di partner comunitari apparentemente meno innovativi come Grecia e Portogallo, che invece riescono a sorpassarci senza troppe difficoltà. Per la cronaca, il primo posto se lo aggiudica la Svizzera, seguita da Svezia e Germania.

Le cause della defaillance italiana sono tante. Fra i ventinove parametri, quelli per cui lo Stivale ottiene i punteggi più mediocri sono inerenti allo scarso numero di risorse umane qualificate (d’altronde, moltissimi ricercatori preferiscono emigrare all’estero) e alla modesta integrazione fra le attività di studio condotte dagli enti pubblici rispetto a quelle dei privati.


I fattori più positivi, invece, sono una certa capacità di ideare le soluzioni ai problemi e l’abbondante disponibilità di risorse finanziarie a disposizione: sebbene la percentuale di PIL destinata alla ricerca sia in continua diminuzione, in valore assoluto è comunque superiore a quella di molti altri Stati.

A livello complessivo, infine, scopriamo che l’Europa continua a perdere posizioni rispetto al Nordamerica e al Giappone, che ci distaccano sempre di più, mentre, dalle posizioni inferiori, Cina, India e Brasile incalzano.

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