Calo delle entrate tributarie nel 2009

di Giuseppe Aymerich Commenta

Sembrano passati anni-luce da quel 2007 in cui l’improvviso boom degli incassi fiscali aveva consentito la maturazione del famosissimo “tesoretto”..

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Sembrano passati anni-luce da quel 2007 in cui l’improvviso boom degli incassi fiscali aveva consentito la maturazione del famosissimo “tesoretto”. Il vento è cambiato drasticamente, tanto che i confronti fra l’anno in corso e quello precedente sono regolarmente penalizzanti.

I dati più aggiornati mettono in comparazione i primi nove mesi del 2009 rispetto a quelli del 2008.


Il calo registrato complessivamente è del 3,3%. Per quanto negativo, comunque, va segnalato che è tuttavia inferiore rispetto alle analoghe statistiche condotte negli altri principali Stati comunitari, in cui la riduzione rilevata è stata ovunque superiore. Questi dati, però, andrebbero depurati da alcune entrate “una tantum”, senza le quali il calo sarebbe superiore al 5%.

Nell’analisi mese per mese, agosto è stato l’unico con segno positivo, mentre settembre è stato quello con la maggiore variazione negativa.
L’analisi più interessante, però, è certo quella per tributo.


L’IRPEF cala del 2,4%, attestandosi a 113,7 miliardi di euro. Va notato come curiosamente le ritenute nel settore privato siano precipitate, mentre siano incrementate quelle nell’ambito pubblico.
Crescita impressionante del gettito delle imposte sostitutive sui redditi di capitale. Spiccano soprattutto gli incassi dell’imposizione sugli interessi maturati su conto corrente, cresciuti del 30%.

Crollano invece IRES (-18,7%) e IRAP (-10,3%), soprattutto nei dati sugli acconti per il 2009: facile dedurre un largo ricorso al metodo previsionale piuttosto che allo storico. Ed è tutto da vedere quanto inciderà in negativo il taglio sugli acconti di novembre, coperto dai proventi dello scudo fiscale e stimato in 3,8 miliardi.
Malissimo anche l’andamento delle imposte indirette: IVA, registro ecc. Si salva solo l’imposta di bollo.

Infine, buone o discrete notizie dai monopoli su lotterie, scommesse e tabacchi, in cui una lieve crescita rispetto al 2008 è quasi generalizzata.

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