Regole severe per i gestori di internet point

di Giuseppe Aymerich Commenta

Nati alla fine del secolo scorso, gli internet point sono un classico esempio di attività imprenditoriale sorta dal nulla per venire incontro ad una nuova esigenza espressa dal mercato, di cui un tempo, per ovvi motivi, i consumatori non avvertivano il bisogno..

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Nati alla fine del secolo scorso, gli internet point sono un classico esempio di attività imprenditoriale sorta dal nulla per venire incontro ad una nuova esigenza espressa dal mercato, di cui un tempo, per ovvi motivi, i consumatori non avvertivano il bisogno.

Gli internet point propriamente detti sono i negozi in cui al cliente è offerto come servizio principale la navigazione nella rete delle reti, e come servizi secondari, normalmente, l’attività di fotocopiatura o la cessione di cancelleria.


Si distinguono dai meno diffusi cyber-cafè, in cui al cliente è principalmente offerto un servizio di ristorazione, accompagnato dalla possibilità (solitamente gratuita) di utilizzare un computer.

Sennonché, entrambi i soggetti da alcuni anni sono destinatari di norme severe legate alla lotta contro la criminalità e il terrorismo. I gestori, in particolare, sono tenuti a registrare e conservare per almeno un anno alcuni dati su ciascun utente: innanzitutto, nome e cognome e orari di fruizione del servizio; inoltre, occorre tenere memoria dei siti visitati.


Queste norme, introdotte a livello temporaneo nel 2005, sono state in seguito oggetto di continue proroghe (attualmente è previsto il loro mantenimento fino al 31 dicembre 2009).

Molte associazioni dei consumatori le considerano gravemente lesive dei diritti di privacy dei cittadini, già molto a rischio in proprio nel momento in cui si decide di accedere alla rete da una postazione pubblica (basti pensare a quante persone lasciano sbadatamente memorizzata la propria password della casella di posta elettronica).

Si calcola che oggi in Italia siano circa 1.600 i gestori di postazioni internet. In media, un’ora di navigazione costa 3,30 euro secondo l’associazione dei consumatori Adoc.
La città più economica pare essere Catania: mediamente due euro all’ora per navigare, una bazzecola rispetto ai 7,90 euro da sborsare a Venezia.

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