Home » La riforma del mercato del lavoro èincostituzionale

La riforma del mercato del lavoro èincostituzionale

La riforma del mercato del lavoro èincostituzionale

La nuova riforma del lavoro, oltre ad essere oltre modo contorta nonchè, stando alle opinioni espresse dal mondo industriale, sostanzialmente inutile e complessa, potrebbe altresଠessere incostituzionale.

LAVORATORI PRECOCI ED ESODATI RIFORMA DELLE PENSIONI

O, per meglio dire, forti dubbi di incostituzionalità  sarebbero stati sollevati dall’Associazione Nazionale dei Consulenti del Lavoro che, dopo la Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro (le cui conclusioni avremmo accuratamente analizzato in alcuni dei nostri precedenti articoli) e l’Associazione Italiana Direttori del Personale, avrebbe inteso esprimere la propria opinione sull’operato del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero che, a ormai tre mesi di distanza dalla propria definitiva approvazione, non sarebbe ancora riuscito a produrre gli effetti desiderati nè, tanto meno, altri significativi risultati.

CONTI CORRENTI SENZA SPESE PER PENSIONATI

A venir contestate, in particolar modo, sarebbero state le norme relative ai contratti a progetto, alle associazioni in partecipazione e al contratto a chiamata.

RIFORMA DEL WELFARE DEL GOVERNO MONTI

Se, perà², per le ultime due tipologie contrattuali analizzate dall’Associazione Nazionale dei Consulenti del Lavoro si puಠcertamente dire che i problemi individuati possano a tutti gli effetti venir considerati minori, riguardando la mancata tracciabilità  qualora il datore di lavoro desideri utilizzare la comunicazione via SMS, per quanto concernerebbe le comunicazioni relative al contratto a chiamata, e l’attuale impossibilità  di comprendere se il limite di tre associazioni in partecipazione si riferisca all’intera attività  aziendale piuttosto che alla singola unità  produttiva, non si potrebbe fare lo stesso per il nuovo contratto a progetto.

Quest’ultimo, stando a quanto dichiarato dall’Associazione Nazionale dei Consulenti del Lavoro, sarebbe pregiudizievole ed eccessivamente oneroso, solamente nei confronti dell’azienda, poichè solo a quest’ultima spetterebbe la definizione della legittimità  del contratto a progetto.

La presenza nella riforma del mercato del lavoro, poi, di una norma che obblighi i datori di lavoro ad individuare e delineare un preciso progetto, senza il quale non potrebbe pi๠esistere alcun tipo di contratto a progetto, sarebbe stata definita addirittura anticostituzionale poichè obbligherebbe le aziende a sconvolgere i propri piani e i propri conti economici.

Photo Credits | Getty Images