Niente anticipo del TFS per i Militari e per chi esce con opzione donna

di Daniele Pace Commenta

Proviamo ad approfondire un argomento molto delicato per la categoria

I lavoratori pubblici, al termine del rapporto lavorativo, percepiscono il TFS: Trattamento di Fine Servizio. Purtroppo nel corso degli anni il pagamento del TFS è stato ritardato sempre più da parte dello Stato, per questo motivo sono molti i lavoratori che hanno approfittato dell’anticipo del TFS. Alcune banche, infatti, offrono l’intero importo del TFS al lavoratore pubblico che termina il servizio e va in pensione.

TFS
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Come funziona l’anticipo del TFS

In sostanza le banche offrono un anticipo del TFS per dipendenti statali, in modo che questi ultimi possano avere a disposizione l’intera cifra maturata nel corso degli anni di lavoro, non appena termina il loro servizio. Per poter avere l’anticipo del TFS è necessario avere già a disposizione il prospetto di liquidazione, un documento che va richiesto all’INPS. L’ente pensionistico rilascia il prospetto sotto richiesta del singolo assistito, dopo alcuni giorni dalla richiesta, che si può effettuare anche sul sito dell’INPS. Una volta effettuata le richiesta servono circa 90 giorni per ottenere la certificazione da parte dell’INPS. Con questo documento, la carta d’identità, il cedolino della pensione e il codice fiscale si può andare in banca per richiedere l’anticipo del TFS.

Per tutti i lavoratori statali?

L’INPS ha precisato però alcune limitazioni che riguardano questo anticipo, che per tutti i lavoratori statali non può essere superiore a 45.000 euro. Non solo, ne possono beneficiare solo coloro che sono andati in pensione rispettando i requisiti previsti dalla cosiddetta quota 100 e dalle cosiddetta legge Fornero. Quindi può ottenere l’anticipo sul TFS chi: è andato in pensione con almeno 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi; con almeno 42 anni e 10 mesi di contributi; con 62 anni di età e almeno 38 di contributi. Questo anche se il diritto ad andare in pensione è stato ottenuto prima dell’entrata in vigore del decreto legge n° 4 del 2019, che tratta appunto l’anticipo sul TFS.

Chi non può ottenere l’anticipo

Non può ottenere l’anticipo sul TFS chiunque abbia cessato il servizio senza diritto alla pensione; così come coloro che sono andati in pensione grazie a norme diverse dalla legge Fornero e da Quota 100. Stiamo parlando di una platea numerosa, che comprende in sostanza tutte le lavoratrici pubbliche che hanno ottenuto la pensione grazie all’ “opzione donna”. Così come i pensionati che operavano all’interno delle Forze armate, delle Forze di polizia ad ordinamento civile e militare e del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. Oltre a questi sono esclusi da questa opportunità anche coloro che sono andati in pensione approfittando dell’APE sociale o che ha ottenuto i requisiti pensionistici grazie alle norme di salvaguardia. Sono esclusi anche i lavoratori che hanno cessato il servizio a causa di invalidità, ma è bene ricordare che in questo caso il TFS viene consegnato al momento della cessazione del servizio.

Come funziona l’anticipo sul TFS

Per tutti coloro che rientrano nella norma del 2019 l’anticipo del TFS è ottenibile entro 4 settimane dall’accettazione della richiesta. La quale va effettuata presso un intermediario dell’INPS, in sostanza una banca, a completa scelta del singolo lavoratore pubblico. Si tratta di un’opzione del tutto volontaria; chi non ne fa richiesta attenderà i tempi tecnici per ottenere il TFS, che oggi consistono in alcuni anni. Conviene ricordare che l’anticipo sul TFS è di fatto un prestito, garantito dal TFS effettivamente maturato dal lavoratore pubblico, che sarà ceduto alla banca creditrice. Il pensionato dovrà quindi pagare degli interessi, che sono però offerti a tassi particolarmente bassi e fissati per l’intera durata del prestito. Il pensionato non dovrà pagare delle rate mensili, in quanto sarà l’effettivo TFS a saldare completamente il debito.

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