Fare il tirocinio alle Nazioni Unite

di Giuseppe Aymerich Commenta

Per chi sogna la (difficilissima) carriera diplomatica o ambisce a collaborare con i grandi organismi internazionali, non c’è forse opportunità migliore di uno stage al Palazzo di Vetro a New York City..

Nazioni Unite JPO

Per chi sogna la (difficilissima) carriera diplomatica o ambisce a collaborare con i grandi organismi internazionali, non c’è forse opportunità migliore di uno stage al Palazzo di Vetro a New York City, oppure come esperto inviato sul campo nei quattro angoli del globo.

L’ONU bandisce anche quest’anno il programma JPO, destinato a sviluppare l’esperienza di giovani brillanti “reclutati” in tutto il mondo; l’Italia vi ha aderito nel 1973, con ottimi risultati.


Si calcola che entro l’anno successivo alla conclusione dell’esperienza formativa, oltre la metà dei partecipanti abbia trovato un lavoro stabile (e ben retribuito) presso gli organismi internazionali, due terzi dei quali proprio presso le Nazioni Unite.

Il tirocinio ha durata annuale, rinnovabile per un secondo anno, e può consistere, come accennato, in esperienze da ufficio presso la sede centrale dell’ONU o di un ente collegato (FAO, UNESCO, UNICEF ecc.), oppure in missioni sul campo per affrontare problemi concreti di una determinata area.


Il primo sbocco è quello naturale di giuristi ed economisti, mentre il secondo è appannaggio principalmente di ingegneri e medici.

Per partecipare al bando occorre essere laureati di età non superiore a trent’anni (o trentatré, se medici e chirurghi) e avere una conoscenza ottima della lingua inglese. Le istanze provenienti dai giovani italiani sono gestite dalla UN/DESA (United Nations Department of Economic and Social Affair), presso la cui sede a Roma dovranno giungere le domande entro il 2 novembre.

Sul sito di UN/DESA è possibile trovare il bando completo e il fac-simile di domanda di partecipazione. Le selezioni si dovrebbero concludere la prossima primavera, con la scelta dei vincitori.

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