Proposta Ue a favore delle quote rosa

di Stefania Russo Commenta

Secondo le ultime rilevazioni, nei Consigli di amministrazione delle grandi imprese europee quotate in Borsa le donne rappresentano...

Secondo le ultime rilevazioni, nei Consigli di amministrazione delle grandi imprese europee quotate in Borsa le donne rappresentano il 14% dei membri, un dato in miglioramento rispetto al 12% del 2010 ma ancora molto lontano da quello che sancirebbe la parità dei sessi nei Cda delle maggiori aziende del Vecchio Continente.

Per migliorare l’equilibrio tra i sessi, la Commissione europea ha formulato alcune proposte concrete. Tra queste figura la proposta che prevede l’obbligo di una quota minima del 40% per il sesso sottorappresentato tra i membri non esecutivi dei Cda.


Destinatarie di questa misura sarebbero esclusivamente le imprese quotate con 250 o più dipendenti e con un fatturato globale annuo superiore a 50 milioni di euro. Ne deriva quindi che la proposta, qualora dovesse essere approvata, andrebbe ad interessare 5.000 imprese. Per le imprese pubbliche e per quelle con una significativa partecipazione finanziaria, il raggiungimento dell’obiettivo dovrà avvenire entro il 2018.

La proposta prevede inoltre che le imprese che non riusciranno a raggiungere l’obiettivo del 40% saranno tenute ad applicare norme chiare e imparziali e a scegliere i loro candidati in base alle qualifiche e al merito. A parità di qualifiche si dovrà inoltre dare la preferenza al sesso sottorappresentato, che nella maggior parte dei casi è quello femminile. Le misure oggetto della proposta hanno carattere temporaneo e scadranno automaticamente nel 2028, quando l’equilibrio uomo-donna sarà probabilmente diventato realtà.

Per quanto riguarda invece gli amministratori esecutivi, le società quotate dovranno fissare entro il 2020 i propri obiettivi per conseguire la parità di rappresentanza tra i sessi. In caso contrario i rispettivi governi dovranno provvedere all’applicazione di sanzioni.

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