Lavoratori immigrati guadagnano meno degli italiani

di Stefania Russo Commenta

Da un rapporto che verrà pubblicato a novembre dall’Osservatorio sull’immigrazione dell’IRES CGIL è emerso che un lavoratore immigrato...

Da un rapporto che verrà pubblicato a novembre dall’Osservatorio sull’immigrazione dell’IRES CGIL è emerso che un lavoratore immigrato guadagna in media 328 euro in meno di un italiano, pari a un differenziale del 23%.

Dallo stesso rapporto è emerso anche che, complice la crisi economica, il peso della componente immigrata sul totale dei lavoratori in cassa integrazione è notevolmente aumentata, così come pure sono aumentate anche tutte le forme di precarizzazione del lavoro e le forme di discriminazione tra lavoratori immigrati e non.


Lo studio, in particolare, ha preso in considerazione i dati degli ultimi cinque anni, nonché lo sviluppo del lavoro degli immigrati nel corso del 2012 e, come sottolineato da Vera Lamonica, segretario confederale Cgil, e Fulvio Fammoni, presidente della Fondazione Di Vittorio, dimostra in modo inequivocabile come la continua crescita del numero di lavoratori immigrati è accompagnata da un continuo peggioramento delle condizioni di lavoro, che si vanno ad aggiungere alle condizioni di svantaggio già esistenti. Tale peggioramento consiste principalmente in un incremento del tasso di disoccupazione e in un aumento del ricorso alla cassa integrazione.

In Italia i lavoratori immigrati rappresentano attualmente il 10% circa del totale della forza lavoro e si concentrano soprattutto in alcuni settori, ovvero: servizi collettivi e alla persona (37%), costruzioni (19,2%), agricoltura (13%), turismo (15,8%) e trasporto (11,7%). Dal rapporto è emerso che oltre un terzo dei lavoratori svolge una professione non qualificata, circa il 60% lavora in una microimpresa e il 64% accede al lavoro attraverso la rete informale dei parenti e degli amici. Inoltre, nell’87% dei casi i lavoratori immigrati sono dipendenti, mentre nell’11,8% dei casi sono lavoratori autonomi.

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