Il marketing riscopre i colori chiari

di Giuseppe Aymerich Commenta

I consumatori ne hanno una percezione solitamente limitata, ma in realtà la scelta dei colori dei prodotti di fabbricazione industriale..

I consumatori ne hanno una percezione solitamente limitata, ma in realtà la scelta dei colori dei prodotti di fabbricazione industriale richiede accurati studi di marketing e di analisi delle tendenze sociali.

È per questo motivo che gli ultimi anni hanno visto in gran parte scomparire o comunque ridursi l’utilizzo delle tonalità più intense e sgargianti, a partire dal rosso con tutte le sue varianti, e hanno invece visto il massiccio ritorno al bianco e, in generale, alle gamme cromatiche più tenui e modeste.


Il discorso si applica ovunque, dalle automobili all’arredamento fino alle confezioni degli alimenti. Gli esperti di marketing ritengono che vi siano profonde influenze psicologiche alla base di queste scelte delle imprese produttrici: non è tempo di esagerazioni bensì di sobrietà e austerità. Il discorso, com’è palese, va ben oltre i ristretti confini dell’economia e richiama le incertezze e il desiderio di serenità che sono propri dei nostri anni.


Ma c’è anche un altro motivo: in un mondo così complesso e in continua mutazione, il bianco evoca la semplicità, la trasparenza.
E vi è, infine, l’effetto-vintage, così tanto di moda oggigiorno.

C’è anche chi ha individuato il punto di svolta nell’affermazione di Google come principale motore di ricerca: lo sfondo ultra-semplificato della sua pagina di ricerca (ben differente da quelle cariche di contenuti tipiche dei principali competitori) avrebbe sconvolto le carte in tavola e creato una tendenza che dovrebbe perdurare a lungo.

E per il futuro? Le previsioni le fa Maria Grazia Longhi, che esegue consulenze sulle tendenze per conto di molti grandi marchi, intervistata dal Sole 24 Ore: “Gli anni che stanno per venire sono gli anni chiari del beige-pergamena, del sabbia e del color ostrica”. Staremo a vedere.

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