Normativa sugli imballaggi (II)

di Giuseppe Aymerich Commenta

L’iscrizione al CONAI ed eventualmente ai consorzi di filiera deve avvenire entro trenta giorni dall’inizio dell’attività..

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L’iscrizione al CONAI ed eventualmente ai consorzi di filiera deve avvenire entro trenta giorni dall’inizio dell’attività, intesa come tale l’emissione della prima fattura ai clienti o la ricezione della prima fattura dai fornitori.

All’atto dell’adesione, occorre versare la relativa quota, che è versata una tantum: € 5,16 come quota fissa fino ad un ammontare di ricavi nell’esercizio precedente pari a € 500.000,00 con l’aggiunta di una quota variabile calcolata sull’eventuale eccedenza rispetto alla soglia indicata.


L’aliquota da applicare per calcolare la quota variabile muta a seconda della tipologia di impresa: ad esempio, le imprese di distribuzione versano una quota variabile pari allo 0,00025% dell’eccedenza sulla soglia di cinquecentomila euro.


La quota d’iscrizione, dunque, è piuttosto modesta. Infatti, la principale fonte di entrate del consorzio, anche più della rivendita a terzi degli imballaggi riciclati, è data dal contributo ambientale: in occasione della prima cessione dell’imballaggio (che sia vuoto o contenga un bene di qualsiasi tipo) o della sua importazione sul suolo italiano, si calcola e si addebita in fattura al cliente l’ammontare del contributo, che costituisce anche base imponibile IVA.

In tutti i successivi passaggi di proprietà dell’imballaggio (dal grossista al dettagliante fino al consumatore finale) non ci saranno più ulteriori addebiti del contributo, ma sarà necessario evidenziare in fattura che esso è già stato versato.

In genere, il singolo dettagliante preferisce annotare sempre in fattura la generica scritta “Contributo ambientale CONAI assolto ove dovuto” per evitare di dover ogni volta valutare se e dove il contributo fosse stato addebitato a monte.

Qualora sia stato versato il contributo ambientale per un imballaggio o bene imballato soggetto in seguito ad esportazione, è possibile richiedere al CONAI il rimborso: le merci esportate, infatti, non soggiacciono alla disciplina nazionale dato che il rifiuto sarà smaltito all’estero.

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