Rimanenze: metodi di stima continui e a scatti

di Giuseppe Aymerich Commenta

Nell’articolo precedente abbiamo descritto sinteticamente l’applicazione dei metodi di stima LIFO, FIFO e della media ponderata..

Nell’articolo precedente abbiamo descritto sinteticamente l’applicazione dei metodi di stima LIFO, FIFO e della media ponderata.

Quella rappresentata nell’esempio era la variante “continua”, la più rigorosa, che considera separatamente i singoli carichi e scarichi; nella pratica, però, si può utilizzare anche la variante “a scatti”, per ciascuno dei tre metodi di valutazione. In sostanza, si individua un arco temporale (settimana, mese, bimestre ecc.) e si considera un unico calderone di tutti i carichi avvenuti nel periodo.


Così, con il metodo a scatti mensile, ad esempio, noi consideriamo tutti insieme gli acquisti avvenuti nel mese di gennaio e il loro prezzo complessivo, e, con una semplice divisione, determiniamo il costo medio attribuibile ad ogni singolo articolo. In definitiva, quindi, nel momento in cui valutiamo gli scarichi riferibili ai beni acquistati a gennaio, attribuiremo loro un unico valore medio ponderato, anziché tanti valori distinti per ciascun carico (come faremmo con il metodo continuo).

Il metodo a scatti è più sintetico di quello continuo e di più veloce applicazione. La sua attuazione è più adatta soprattutto nelle realtà manifatturiere o commerciali di maggiore dimensione, in cui carichi e scarichi avvengono magari ogni giorno. Di contro, il metodo a scatti è lievemente meno preciso di quello continuo e porta a risultati non altrettanto rigorosi.


Va anche detto, però, che la rivalità fra la variante continua e quello a scatti è molto meno sentita oggi di quanto non fosse un tempo: attualmente, infatti, esistono sofisticati programmi computerizzati di gestione del magazzino che eseguono i calcoli in pochi centesimi di secondo senza nessuna difficoltà. In questo senso, discutere oggi di maggiore o minore laboriosità di una variante rispetto all’altro non ha più senso.

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