Viaggi d’affari in aumento

di Giuseppe Aymerich Commenta

Le trasferte compiute per motivi d’affari sono considerate uno dei principali indici della situazione economica..

Le trasferte compiute per motivi d’affari sono considerate uno dei principali indici della situazione economica: se questi aumentano, si può ritenere ragionevolmente che l’economia non sia in cattiva salute, almeno a livello complessivo.


Secondo una stima emersa dall’indagine compiuta dal gruppo Uvet, nei primi nove mesi del 2010 il numero complessivo di viaggi d’affari degli imprenditori italiani è cresciuto del 7% rispetto all’analogo periodo del 2009, mentre in termini di ammontare di spesa l’incremento è del 6%. Siamo ancora sotto rispetto ai livelli pre-crisi (-4% nel terzo trimestre 2010 in confronto al terzo trimestre del 2008), ma i dati possono comunque essere letti con una buona dose di fiducia.

In media, ogni trasferta costa 242 euro per persona: quasi il 70% dipende dai costi dei voli aerei, mentre il 19% è costituito dalle spese di alloggio. La parte restante (11%) concerne la totalità delle altre voci: taxi, ristoranti, biglietti ferroviari ecc.

La tappa più importante in Italia è di gran lunga Roma, che costituisce la destinazione dei viaggi d’affari addirittura nel 47,5% dei casi; al secondo posto c’è invece Milano, col 27,6%, mentre solo briciole per le altre città.


Per quanto invece riguarda i viaggi all’estero, la meta più importante si conferma Parigi (10,5%), ma al secondo posto Londra rosicchia terreno anno dopo anno. Seguono poi altre due capitali in notevole ascesa negli ultimi tempi: Bruxelles e Madrid.
Fuori dal continente, infine, la meta più importante è New York City, ma salgono in classifica le capitali economiche dei Paesi emergenti, da Shanghai a San Paolo.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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