Traffico telefonico cellulare in diminuzione

di Giuseppe Aymerich Commenta

Un’indagine dell’istituto Nielsen offre uno spaccato molto interessante sull’andamento della telefonia cellulare..

Un’indagine dell’istituto Nielsen offre uno spaccato molto interessante sull’andamento della telefonia cellulare.

Sembra proprio che la crisi non abbia risparmiato nemmeno questo settore: in media, infatti, ogni italiano ha speso circa 29 euro al mese nel corso del secondo trimestre 2010; dodici mesi prima la media era superiore del 10% (32,5 euro).


Più correttamente, la media del periodo aprile-giugno è a sua volta una media ponderata fra i 26,5 euro dei telefonini tradizionali e i 36 euro dei rampanti smartphone. Questi ultimi sono oggi posseduti da circa il 30% dei nostri concittadini, e si stima che entro due anni il loro numero avrà superato quello degli strumenti più tradizionali.

Si noti come solo il 4% dei possessori di una linea ha speso mediamente più di cento euro al mese nel trimestre considerato, contro il 6% di dodici mesi prima. Quanto al costo dei telefonini, la media è di 143 euro: 99 per i tradizionali e 219 per gli smartphone.

L’attenzione agli smartphone è riservata alle molte funzioni che essi consentono, rispetto alle due più tradizionali e comunque più diffuse (telefonate e SMS): le applicazioni opzionali più adottate sono i giochi, gli mms e l’accesso ad Internet. Scarso successo hanno invece le videochiamate, impiegate da solo il 4% della popolazione.
Gli smartphone, tuttavia, acquisiscono anche svariate critiche; in particolare, si contesta che le ridotte dimensioni rendano scomoda sia la lettura delle pagine web che la digitazione dei caratteri.


Per quanto riguarda le modalità di pagamento, si osserva come le ricariche acquistano sempre maggiore spazio a discapito degli abbonamenti: probabilmente, in tempi di crisi, le prime vengono individuate come un sistema migliore per tenere sotto controllo la spesa.
Infine, un ultimo dato: gli italiani cui è intestata almeno una linea sono 50,4 milioni.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Rispondi