brexit, Theresa May, Comunità Europea

Brexit, i punti dell’accordo con l’UE

I 27 leader dell’UE siglano l’accordo sulla Brexit che sancisce l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea che avverrà  ufficialmente il 29 marzo 2019.

Nella bozza, di 585 pagine, si prendono in considerazione tanti aspetti indispensabili per capire come cambieranno le cose dopo la Brexit, in particolare quasi saranno i diritti dei cittadini europei che risiedono in Gran Bretagna dopo il 2019 e quelli dei cittadini britannici in Europa. 

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Ecco alcuni dei punti della bozza dell’accordo. 

Viene previsto un periodo di transizione: la Brexit scatterà  ufficialmente il 29 marzo 2019, ma fino al 31 dicembre 2020 verrà  mantenuta la situazione attuale relativamente all’unione doganale, al mercato unico e alle politiche europee che il Regno Unito si impegna a mantenere. 

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spesometro , fatturazione elettronica , spessimetro, fatture e corrispettivi, tasse

Fatturazione elettronica, arriva il via libera dell’UE

Fatturazione elettrica al via: l’Ue ha consentito all’introduzione della fatturazione elettronica generalizzata come confermato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 19 aprile che pubblica la Decisione di esecuzione 2018/593 del Consiglio del 16 aprile 2018. In sostanza, l’introduzione prende il via dal 1° gennaio 2019 con l’obbligo della fatturazione elettronica tra privati (articolo 1, comma 909 e seguenti, legge 205/2017).

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Addio quindi allo spesometro anche se vengono esonerati dall’obbligo della fatturazione elettronica coloro che applicano il regime forfetario o il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità . 

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europa, web tax europea

Ue, lo studio sulla web tax europea

L’appuntamento èfissato venerdଠ15 e sabato 16 settembre a Tallin, in Estonia che ricopre la presidenza di turno dell’Unione europea, quando i quattro ministri delle finanze, Ecofin, dei paesi pi๠grandi dell’Eurozona, Italia, Germania, Francia e Spagna si riuniranno per presentare l’iniziativa della web tax europea, la tassazione della web economy.

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Insomma al centro della riunione, il tentativo di superamento della residenza fiscale delle aziende per fare i conti con l’economia digitale che produce redditi virtuali e molto alti in molti Stati per pagare le tasse in uno soltanto per far sଠche i colossi del web, Google, Amazon e Facebook, possano pagare la giusta proporzione di tasse anche nei Paesi Europei. 

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L’Unione Europea multerà  Apple per elusione fiscale

Una delle pi๠grandi aziende dei new media, la Apple, che nelle ultime settimane ha raggiunto un altro successo planetario in seguito al lancio del puಠnuovo modello di iPhone, avrà  presto di che discutere con la Commissione Europea, la quale ha intenzione di inviare una multa di diversi miliardi di euro al grande gigante della tecnologia.

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europa

Pi๠facile trovare lavoro per gli studenti Erasmus nell’Unione Europea

Un recente studio commissionato dalla Commissione Europea ha valutato l’impatto del programma di formazione Erasmus in Europa, in relazione al mercato del lavoro e alle possibilità  di occupazione dei giovani. Secondo lo studio, infatti, i giovani universitari che partecipano a questo programma, compiendo parte dei loro studi in altri nazioni, trovano pi๠facilmente lavoro in Europa in confronto a coloro che svolgono in patria tutto il loro percorso di studi. 

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Scendono i prezzi del marchio comunitario

mc-creevy

Oltre alla complessa e rigorosa disciplina nazionale sulla tutela dei marchi, contenuta nella cosiddetta “legge marchi” degli anni ’30 e nelle sue successive modifiche, il simbolo che contraddistingue i prodotti delle imprese europee puಠcontare anche sulla protezione degli organismi della UE, mediante l’ottenimento del cosiddetto “marchio comunitario”.

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Dalla UE un monito forte sulle pensioni

Pensione

La notizia èpassata forse inosservata, ma non c’ dubbio che la sentenza della Corte di Giustizia depositata lo scorso 13 novembre abbia fatto venire i sudori freddi al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Il principio fissato dai giudici comunitari èdi quelli destinati a fare storia: non èammissibile che uomini e donne vadano in pensione ad età  differenti.

Secondo l’attuale normativa, i dipendenti pubblici di sesso maschile raggiungono l’età  per la pensione di vecchiaia a 65 anni e le donne a 60. Poichè perಠa versare le pensioni èlo Stato (tramite l’apposito ente previdenziale, l’INPDAP), esse sono da considerarsi a tutti gli effetti come retribuzioni.
La UE infatti ritiene di carattere retributivo ogni somma che un datore di lavoro eroga all’ex dipendente alla cessazione del rapporto di lavoro. E poichè nel caso in questione, lo Stato riveste sia il ruolo di datore che di erogatore delle somme, la pensione dei dipendenti pubblici èa tutti gli effetti una forma di retribuzione. E ovviamente non èconsentito stabilire discriminanti fra uomini e donne nel percepire una retribuzione, nemmeno per questioni di età .

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