Scudo fiscale: le modalità  di rimpatrio

scudo fiscale

Chi aderisce allo scudo fiscale scegliendo la soluzione del rimpatrio, si trova davanti a tre modalità  tecniche da valutare.
La prima, e pi๠comune, consiste nel trasferire denaro e titoli presso una banca residente in Italia (“rimpatrio materiale”).

La seconda (“trasporto al seguito”) èadatta soprattutto per gioielli od opere d’arte, e consiste nel farli passare fisicamente alla frontiera: in questo caso, perà², occorre presentare un’apposita dichiarazione alle autorità  doganali, perdendo la possibilità  dell’anonimato che invece èfacile da conseguire nel rimpatrio materiale, in cui per esempio èpossibile ricorrere ai servigi di una società  fiduciaria nel ruolo di intermediario.

Scudo fiscale: la scelta fra rimpatrio e regolarizzazione

euro-soldi

Fra i tanti aspetti da analizzare, chi intende aderire allo scudo fiscale dovrà  eseguire la scelta fra la soluzione del rimpatrio e quella della regolarizzazione, alternative fra loro. Nella prima ipotesi, i capitali e gli altri beni detenuti all’estero e non dichiarati in precedenza vengono riportati sul nostro territorio, mentre nella seconda ipotesi rimangono dove sono.

In realtà  la scelta fra le due ipotesi non èindifferente: le conseguenze sono diverse, e inoltre non sempre entrambe le strade sono percorribili.

Riflessioni sullo scudo fiscale

scudo fiscale

In queste settimane, tutti i quotidiani e le riviste specializzate analizzano il provvedimento legislativo sul ritorno agevolato dei capitali e delle attività  detenuti all’estero e non dichiarati alla data del 31 dicembre 2008, soffermandosi sia sulle questioni tecniche che sugli inevitabili risvolti politici ed etici.

Un’interessante analisi a tutto tondo èstata pubblicata nei giorni scorsi dal quotidiano “La Stampa”.

Benefici dello scudo fiscale

soldi euro

Oltre alle conseguenze di natura squisitamente penale, il progetto di scudo fiscale ormai in dirittura d’arrivo prevede importanti effetti che si ripercuotono anche nelle ordinarie attività  di accertamento delle agenzie fiscali e della Guardia di Finanza.

àˆ stabilito, infatti, che i capitali e gli eventuali illeciti dichiarati dal contribuente che si avvale dello scudo si devono considerare come “inesistenti” sotto numerosi punti di vista.

Scudo fiscale: gli effetti sui reati tributari (seconda parte)

banca d'italia

Non tutti gli illeciti tributari sono coperti dallo scudo fiscale.

In base al testo che si appresta ad uscire dall’esame delle aule parlamentari, diverse fattispecie rimangono punibili, e questo potrebbe far diminuire notevolmente l’appeal della manovra per chi in questi giorni sta valutando se riportare in Italia i propri tesori all’estero.