Trasferimento illegittimo del lavoratore e risarcimento danni

mobbing

Il trasferimento del lavoratore ad altra sede o unità  produttiva deve essere giustificato da comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive. In caso contrario, il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale subito a causa di tale trasferimento.

Riguardo al risarcimento del danno non patrimoniale, la Corte di Cassazione èintervenuta di recente con la sentenza n. 11527 del 14 maggio 2013, con la quale èstato respinto il ricorso presentato da un lavoratore contro la sentenza della Corte d’Appello, che a sua volta aveva ha respinto la richiesta di risarcimento del danno non patrimoniale subito a causa del trasferimento.

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Assunzione per sostituzione lavoratore assente

Il lavoratore assunto a tempo determinato per sostituire un altro dipendente assente ma che ha diritto alla conservazione del posto di lavoro durante tale periodo (si pensi ad esempio al caso di una lavoratrice in congedo di maternità ) non deve essere necessariamente destinato allo svolgimento delle mansioni svolte dal lavoratore assente, potendo il nuovo lavoratore essere destinato anche ad altre mansioni, sulla base di quelle che sono le esigenze aziendali.

L’importante èche vi sia sempre una correlazione tra assenza ed assunzione a termine, nel senso che quest’ultima deve essere stata determinata dalla necesità  creatasi nell’azienda per effetto della prima.

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Invenzioni dei ricercatori universitari e degli enti pubblici

L’art. 65 del D.Lgs. 30/05 contiene la disciplina riguardante la titolarità  dei diritti delle invenzioni fatte dai ricercatori universitari e dai ricercatori impiegati presso gli enti pubblici di ricerca. In tal caso, infatti, la disciplina èdiversa da quella prevista per le invenzioni del lavoratore dipendente, contenuta nell’art. 64 dello stesso decreto legislativo.

Contrariamente a quanto accade per i lavoratori dipendenti, infatti, èprevisto che qualora l’invenzione venga fatta nell’ambito di un rapporto con un’università  o con una pubblica amministrazione avente tra i suoi scopi finalità  di ricerca, il ricercatore ètitolare esclusivo dei diritti derivanti dall’invenzione brevettabile di cui èautore.

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Invenzioni del lavoratore dipendente

La disciplina riguardante la titolarità  delle invenzioni dei lavoratori dipendenti ècontenuta nell’art. 64 del D.Lgs 30/05, il quale stabilisce che quando l’invenzione viene fatta nell’ambito di un rapporto di lavoro subordinato o in esecuzione ad un contratto i diritti che ne derivano appartengono al datore di lavoro. Al lavoratore spetta solo il diritto ad essere riconosciuto come autore dell’invenzione stessa.

Sempre qualora l’invenzione venga fatta nell’ambito di un rapporto di lavoro o in esecuzione ad un contratto e non èprevista una retribuzione come compenso per l’attività  inventiva, nel caso in cui il datore di lavoro ottenga il brevetto èriconosciuto al lavoratore il diritto a ricevere un equo compenso.

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Risarcimento del danno anche in assenza di mobbing

La Corte di Cassazione, consapevole della difficoltà  di riuscire a dimostrare episodi di mobbing, con la sentenza n. 18927 ha spianato la strada per ottenere un risarcimento a tutti quei lavoratori che subiscono vessazioni o discriminazioni sul luogo di lavoro, anche se manca la prova che si sia trattato di mobbing.

Secondo la Suprema Corte, infatti, perchè a favore del dipendente che ha subito episodi mortificanti venga riconosciuto il diritto ad ottenere un risarcimento èsufficiente la presenza di una serie di azioni che, se esaminate singolarmente, appaiono idonee a minare quell’integrità  psico-fisica che il datore di lavoro ha l’obbligo di tutelare in base a quanto stabilito sia dalla legge che dalla Costituzione.

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Trasferimento del lavoratore e preavviso

Il trasferimento del lavoratore presso altra sede rientra nel potere gerarchico e direttivo del datore di lavoro. Tuttavia tale potere deve essere esercitato nel rispetto di alcuni diritti del lavoratore.

Oltre ad essere obbligato a comunicare al dipendente i motivi che hanno portato a decidere il suo trasferimento presso altra unità  produttiva qualora quest’ultimo ne faccia esplicita richiesta, il datore di lavoro èanche obbligato a fornire al lavoratore un periodo di preavviso.

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Licenziamento periodo di prova e gravidanza

In considerazione della finalità  del periodo di prova, che èappunto quella di concedere alle parti un breve periodo di tempo per valutare la convenienza del rapporto di lavoro, ai contraenti èconcessa la possibilità  di recedere durante tale periodo senza alcun obbligo nei confronti della controparte in termini di preavviso.

Qualora il lavoratore licenziato durante il periodo di prova ritenga di essere stato vittima di un licenziamento illegittimo, deve riuscire a dimostrare in sede giurisdizionale il positivo superamento dell’esperimento e che la decisione del datore di lavoro di non proseguire il rapporto èriconducibile ad altro motivo.

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Licenziamento illegittimo durante il periodo di prova

La funzione del periodo di prova èquella di consentire alle parti di valutare la convenienza del rapporto di lavoro, ne deriva quindi che durante tale periodo, in base a quanto previsto dal codice civile, le parti possono recedere dal contratto senza obbligo di preavviso o di pagamento dell’indennità  di mancato preavviso.

Anche in questo caso, tuttavia, possono configurarsi delle ipotesi di licenziamento illegittimo. Questo accade ad esempio quando il lavoratore non sia stato posto nelle condizioni di sostenere la prova, o perchè non gli sono state attribuite le mansioni che ne costituiscono l’oggetto oppure perchè di tali mansioni egli ha potuto svolgere solo la parte meno qualificante.

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Pagamento ferie non godute per malattia

Al fine di garantire l’effettiva fruizione dei giorni di ferie da parte del lavoratore, la legge stabilisce il divieto di monetizzazione delle ferie non godute e la perdita del diritto a fruirne da parte del lavoratore qualora siano trascorsi pi๠di 18 mesi dalla data della loro maturazione.

Tuttavia, nel caso in cui le ferie non siano state godute entro tale termine a causa della malattia del lavoratore, questi ha diritto a ricevere un’indennità  sostitutiva.

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Maturazione quattordicesima mensilità 

La quattordicesima mensilità  viene erogata i primi giorni di luglio a favore dei lavoratori dipendenti il cui contratto di lavoro fa riferimento ad un contratto collettivo nazionale che prevede l’erogazione di tale mensilità  aggiuntiva.

Come avviene per la tredicesima, anche in questo caso il lavoratore matura il diritto a ricevere la quattordicesima durante l’intero anno, ne deriva quindi che i primi giorni di luglio riceverà  una retribuzione aggiuntiva proporzionale ai mesi effettivamente lavorati, intendendosi per tali le frazioni pari o superiori a 15 giorni.

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Lettera di messa in mora per mancato pagamento stipendio

In caso di mancato pagamento dello stipendio da parte del datore di lavoro, èanzitutto consigliabile inviare una lettera di sollecito pagamento stipendio, che nella maggior parte dei casi èsufficiente a risolvere il problema.

Se questo tentativo dovesse rivelarsi vano, èpossibile procedere con l’invio di una lettera di messa in mora, disciplinata dall’art. 1219 del codice civile, che oltre ad intimare il pagamento ha tra i suoi effetti l’inizio della maturazione degli interessi legali sulla somma oggetto del credito e la possibilità  di chiedere il risarcimento dei danni subiti a causa del ritardo nel pagamento.

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Ore di permesso busta paga

Tra le voci presenti nella busta paga dei lavoratori dipendenti figurano i Rol (Riduzione orario di lavoro), ossia le ore di permesso che spettano durante ciascun mese al lavoratore e di cui èpossibile usufruire senza che venga modificata la retribuzione spettante.

Il numero di ore o di giorni di permesso concessi a ciascun lavoratore variano in base al settore di appartenenza e alla mansione svolta, a riguardo occorre quindi far riferimento a quanto stabilito dal Contratto collettivo nazionale di riferimento.

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Richiesta e prescrizione assegni familiari arretrati

Gli assegni familiari altro non sono che contributi economici che vengono corrisposti periodicamente al lavoratore dipendente che ne abbia fatto esplicita richiesta e che risulti essere in possesso dei requisiti previsti dalla legge in termini di numero dei componenti del nucleo familiare e di reddito.

Il diritto del lavoratore agli assegni familiari si prescrive in cinque anni a partire dal primo giorno del mese successivo a quello a cui si riferisce l’assegno familiare spettante.

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Congedi non retribuiti per gravi motivi familiari

Ai lavoratori dipendenti sia del settore pubblico che del settore privato èriconosciuta la possibilità  di chiedere di poter fruire di un periodo di congedo non retribuito per gravi motivi riferiti alla loro situazione personale oppure a quella del coniuge, dei parenti e degli affini entro il terzo grado.

Per gravi motivi si intendono diverse situazioni, tra queste figurano le necessità  derivanti dal decesso di un parente o di un affine; situazioni che necessitano di un impegno particolare del dipendente sul fronte della cura o dell’assistenza verso un proprio familiare; situazioni derivanti da determinate patologie.

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Condotta antisindacale del datore di lavoro

La condotta antisindacale consiste in un insieme di comportamenti messi in atto dal datore di lavoro e che hanno come unico scopo quello di impedire o limitare il diritto di sciopero, il diritto di esercizio dell’attività  sindacale e il diritto di esercizio della libertà  sindacale.

La repressione della condotta antisindacale del datore di lavoro èdisciplinata dall’art.28 dello Statuto dei lavoratori. Tale articolo, in particolare, prevede che in caso di condotta antisindacale del datore di lavoro il lavoratore puಠrivolgersi agli organismi locali delle associazioni sindacali appartenenti ad organizzazioni nazionali, le quali possono intraprendere un’azione legale nei confronti del datore di lavoro.

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