L’azione revocatoria ordinaria

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il Codice Civile consente al creditore numerose strade da seguire per avere soddisfazione contro il debitore inadempiente..

Il Codice Civile consente al creditore numerose strade da seguire per avere soddisfazione contro il debitore inadempiente. Uno degli strumenti previsti dal nostro ordinamento è l’azione revocatoria ordinaria (definita tale per distinguerla dalla più complessa revocatoria fallimentare), già nota nell’antica Roma come “actio pauliana”.

E pari pari a quanto stabilito nel diritto romano, i tratti principali dell’azione sono arrivati fino a noi.


Il presupposto è quello in cui il debitore svende i propri beni o magari li intesta alla moglie per evitare che i creditori possano espropriarli. Se sono presenti congiuntamente alcuni requisiti indicati dalla legge, però, l’atto in questione è inefficace verso il creditore.

Inefficacia non significa nullità: l’atto è valido verso chiunque, tranne che verso il creditore agente, che può far valere il suo diritto e, ad esempio, espropriare il bene in questione o comunque non subire gli effetti di quell’atto.

Tuttavia, esiste anche una terza persona insieme a cui l’atto è stato compiuto, e la sua eventuale buona fede deve essere ugualmente garantita dal legislatore.


Per far quadrare il cerchio, gli elementi richiesti dal codice perché si possa avviare una revocatoria ordinaria sono: uno o più atti dispositivi mediante i quali il debitore ha apportato delle modifiche al proprio patrimonio; il “periculum damni”, ossia il rischio concreto che tali atti abbiano ridotto significativamente il patrimonio del debitore, tanto da mettere in difficoltà le possibilità del creditore di trovare soddisfazione; il “consilium fraudis”, cioè la precisa consapevolezza del debitore di creare danno al creditore con queste vicende.

Se l’atto è a titolo gratuito, non occorre altro; se invece è a titolo oneroso, occorre anche la “partecipatio fraudis”, ovverosia la complicità del terzo col debitore al fine di danneggiare il creditore.

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