Guida al trasferimento d’azienda (VII)

di Giuseppe Aymerich Commenta

Dopo le questioni di carattere civilistico, vediamo ora le tematiche tributarie legate alla cessione di un’azienda o di un ramo di essa..

Dopo le questioni di carattere civilistico, vediamo ora le tematiche tributarie legate alla cessione di un’azienda o di un ramo di essa.
Come già accennato, l’operazione è esclusa dal campo di applicazione dell’IVA, e per questo motivo non deve nemmeno essere fatturata. Può essere però necessario da parte sia del cedente che del cessionario presentare le denunce IVA di inizio, variazione o cessazione dell’attività, a seconda dei casi.

In compenso, tale cessione dovrà essere comunicata entro venti giorni all’ufficio del Registro, e naturalmente sconterà l’imposta di registro.
Per calcolare il tributo da versare, che salvo accordi diversi ricade integralmente sull’acquirente (ma il venditore è obbligato in solido), si applicherà l’aliquota minima del 3% su una base imponibile che è costituita non dal corrispettivo stabilito bensì dal “valore venale di comune commercio” dell’azienda.


Questo significa che se un’azienda del valore effettivo di centomila euro viene ceduta a cinquantamila, questo minor corrispettivo non riveste alcuna importanza ai fini dell’imposta di registro (anche perché, spesso e volentieri, il corrispettivo dichiarato è inferiore a quello realmente pattuito, proprio con la speranza di ridurre il peso dell’imposta).
Chiaramente, individuare tale “valore venale di comune commercio” è tutt’altro che agevole, e non sono rare le controversie fra Agenzia delle Entrate e contribuenti destinate a trascinarsi per anni davanti alle commissioni tributarie.


Va anche detto che se nel complesso aziendale sono inclusi beni la cui cessione sconta ordinariamente un’aliquota più elevata (come i fabbricati), questa parte della cessione è soggetta a tassazione più elevata, che però si applica all’intera base imponibile in caso di indeterminatezza del valore dei singoli beni aziendali.
É perciò di importanza basilare distinguere nell’atto di cessione i singoli beni che compongono il patrimonio aziendale, per evitare che si applichi all’intera base imponibile tale aliquota più elevata.

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