Il 20% dei lavoratori ricercati è introvabile

di Giuseppe Aymerich Commenta

Unioncamere ha recentemente presentato il rapporto “Excelsior 2009”, che approfondisce l’andamento delle assunzioni presso..

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Unioncamere ha recentemente presentato il rapporto “Excelsior 2009”, che approfondisce l’andamento delle assunzioni presso le aziende italiane nell’anno in corso. Si prevede un numero complessivo di assunzioni pari a circa 520.000 (decisamente poche, ma la crisi si fa sentire).

Ebbene, si stima che almeno centomila lavoratori, pari a circa il 20%, sia assunto nonostante i suoi requisiti professionali non siano quelli desiderati dal datore di lavoro. Così, abbiamo laureati in materie scientifiche assunti per gestire il magazzino o farmacisti riconvertiti in infermieri.


Il problema è più sentito per le professioni più qualificate. Si stima che, rispetto al fabbisogno delle imprese e dei privati, manchino almeno 2.250 sviluppatori di programmi informatici, 1.580 fisioterapisti e così via, ma coloro di cui si sente maggiormente la mancanza sono gli infermieri, di cui occorrerebbero almeno 5.200 unità in più rispetto alle risorse disponibili.


Il rapporto Excelsior definisce le figure mancanti come “gli introvabili”. Spulciando fra le curiosità, scopriamo che sono introvabili anche gli installatori di allarmi (ne occorrerebbero almeno un migliaio) e i pavimentatori (ne mancano all’appello in 470).

Il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, punta l’indice contro la qualità e la struttura dei nostri corsi di formazione scolastica e universitaria, e reputa questi dati come “un freno a mano tirato per lo sviluppo del sistema italiano”.

Altri analisti sostengono che nelle nostre università mancano efficienti sportelli di orientamento per i neo-laureati. Al contrario di quanto avviene nei college americani, infatti, da noi moltissimi studenti brillanti escono dagli atenei senza avere idea di dove andare a parare.

Ma esiste anche un’altra causa della progressiva crescita degli “introvabili”: le aziende sono sempre più esigenti, e spesso pretendono da un medesimo candidato dei requisiti (i cosiddetti “skills”) difficili da trovare coniugati in una stessa persona.

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