Gli atenei lanciano i bandi per le collaborazioni studentesche

di Giuseppe Aymerich Commenta

Nell’anno accademico 2008-09, circa venticinquemila studenti hanno svolto collaborazioni part-time presso la propria università..

contratto studentesco

Nell’anno accademico 2008-09, circa venticinquemila studenti hanno svolto collaborazioni part-time presso la propria università. La legge 390 del 1991, infatti, consente agli atenei di attribuire incarichi lavorativi per un massimo di 150 ore ai propri studenti.

Qualora le domande superino i posti in palio, la selezione avviene sulla base del minor reddito, della minore età e dei meriti di studio.


Per molti studenti, soprattutto i fuorisede, si tratta di un’attività utile per pagarsi le tasse o l’affitto, ma è anche un’esperienza stimolante, trattandosi di lavori poco impegnativi e a contatto con gli altri discenti. Costituisce inoltre un approccio morbido per iniziare ad entrare in contatto con le responsabilità del mondo del lavoro.


E per le università è una buona occasione per offrire molti servizi senza dover assumere veri e propri dipendenti, che costerebbero molto di più. Per il nuovo anno accademico, l’ateneo che offre più posti è “La Sapienza” di Roma: ben 2.902, seguita da Bologna con 2.344.

Le mansioni sono molto varie: si va dalla collaborazione nelle segreterie a quella nelle biblioteche o nei laboratori tecnici e d’informatica, dal tutoraggio per le matricole all’assistenza per gli studenti stranieri, dalla cura del sito web istituzionale alla preparazione delle pergamene di laurea, fino ad arrivare a gestire la programmazione del canale radio universitario, quando è presente.

Sono invece vietate dalla legge le mansioni inerenti all’insegnamento e al sostenimento degli esami, per ovvi motivi.

Anche il salario attribuito è molto vario: secondo “Il Sole 24 Ore”, i più fortunati sono i frequentanti del Politecnico di Milano, che possono contare su un compenso orario di tredici euro, mentre a Ferrara e Sassari occorre accontentarsi di € 5,16 l’ora.

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