Gli alberghi cercano personale

di Giuseppe Aymerich Commenta

Le dinamiche del mondo del lavoro sono spesso difficili da comprendere..

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Le dinamiche del mondo del lavoro sono spesso difficili da comprendere. Nonostante la crisi imperante, nonostante il tasso di disoccupazione in Italia, che peraltro non è mai stato basso negli ultimi trent’anni, stia ritornando a salire, ugualmente nel settore del turismo le aziende alberghiere faticano non poco a trovare personale adeguato.

Si stima che circa cinquantamila posti di ogni genere siano tuttora vacanti o affidati a precari, nonostante la disponibilità delle imprese all’assunzione.


Il problema principale, spiegano gli addetti ai lavori, sta nella scarsa appetibilità della maggior parte dei posti offerti: camerieri, cuochi, addetti alle pulizie e alla reception… Non mancano, tuttavia, le richieste per mansioni più qualificate: capo ricevimento, maitre, addetti al web marketing (gestori della promozione nonché delle prenotazioni e degli altri servizi gestiti via Internet).

La causa, però, sta a monte, e cioè nel nostro sistema formativo. Oggigiorno abbondano i corsi di laurea che si interessano di turismo: il problema è che viene sfornato un numero eccessivo di esperti di dinamiche dei flussi turistici e di gestione delle ricchezze culturali e ambientali del nostro Paese, e pochissimi addetti a ruoli più pratici e manuali.


La soluzione suggerita è quella di ridimensionare i corsi di alta formazione, per renderli più consoni alle limitate esigenze del mercato, e invece di sviluppare ampiamente la formazione di base erogata mediante le scuole alberghiere.

Ma non sarà sufficiente, semplicemente, aumentarle di numero: ancora più importante è favorire l’integrazione fra scuola e mondo del lavoro, con la crescita di stage e tirocini dei ragazzi all’interno delle strutture turistiche, nonché inserendo imprenditori del settore all’interno delle commissioni di maturità, se non addirittura nel corpo docente.

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