Curriculum Vitae Falso

di Francesco Di Cataldo 2

Anche quando avremo messo a posto tutte le regole, ne mancherà sempre una: quella che dall’interno della sua..

Un recente sondaggio ha rilevato che un italiano su 4 falsifica il proprio curriculum vitae. Niente di drammatico intendiamoci: tendenzialmente si tende ad esagerare nelle competenze informatiche 3%, un buon 8% accentua oltre il lecito le proprie esperienze professionali, c’è poi un 13% che si spaccia per poliglotta, ed infine, udite udite, anche un 2% che mente sulla votazione conseguita nella laurea o nel diploma.




Gonfiare il proprio curriculum non è certo un reato, lungi da noi l’idea di fare i bacchettoni, ci sentiamo però di condividere il consiglio del responsabile marketing di una delle maggiori aziende di selezione del personale, ”…essere onesti e non mentire si rivela spesso essere l’arma più adeguata per riuscire e per essere apprezzati”.

Detto questo, resta però una considerazione da fare: il livello di civiltà di un popolo si misura anche da questi piccoli dettagli? Non rispettare la coda all’ufficio postale, superare le macchine in coda al semaforo, rivolgersi all’amico o conoscente e chiedere che la propria pratica passi in cima alla lista degli appuntamenti, non sono ritenuti dai più comportamenti scorretti e sleali. Anzi, talvolta sono menzionati quali attestati di potere e di furbizia.

Non è del resto inusuale sentire dei genitori riprendere i propri figli con un ” fatti furbo!”. Sicuramente con tale imperativo non si vuol indicare loro la strada della regolarità e del rispetto.

A questa stregua perchè non gonfiare il proprio curriculum vitae se questo ci può avvantaggiare nella ricerca di un lavoro?
Quand’ero piccina, capitava che andavo a comprare i mobili con i miei genitori in un grande magazzino di mobili svedese. All’ingresso potevi prendere delle belle matitine e dei foglietti su cui memorizzare i codici degli articoli che sceglievi.

All’uscita, alle casse, c’era (e c’è tuttora) un contenitore in plastica trasparente con scritto” riponi qui la matita, grazie ”. I miei genitori mi obbligavano a mettere la matitina nonostante il contenitore fosse sempre vuoto: ero l’unica a mettere la matita e la cosa m’infastidiva parecchio.

Settimana scorsa sono andata con una mia amica a fare acquisti per la mia nuova casa in questo magazzino svedese, come al solito ho preso la matitina. Giunta all’uscita non l’ho riposta nel contenitore(come al solito vuoto…) e non mi sono sentita in colpa. Al che mi son chiesta: ai miei figli(se avrò la fortuna di averne) farò riporre la matitina o dirò loro ” fatti furbo !” ?

Per domani mi sono ripromessa di riportare la matitina…..

Anche quando avremo messo a posto tutte le regole, ne mancherà sempre una: quella che dall’interno della sua coscienza fa obbligo a ogni cittadino di regolarsi secondo le regole.
Indro Montanelli

Commenti (2)

  1. gonfiare il curriculum non è un reato , ma attribuirsi titoli mai conseguiti è legale? ultimamente ho letto il curriculum di una violoncellista, che conosco molto bene, che dichiara nel suo curriculum di aver conseguito il “virtuositè” al conservatorio di Ginevra (nel campo della musica classica è un titolo che fa la differenza, non è un dettaglio qualsiasi, conseguono il virtuositè solo musicisti che hanno un livello altissimo…) so per certo che questa persona ha studiato a Ginevra, ma ben lungi dall’ottenere il virtuositè si è limitata a frequentare qualche lezione per poi sparire senza neanche fare il saggio per gli studenti di fine anno…altro che virtuositè….virtuositè della truffa!

  2. Su internet si può trovare questo
    “Falsificando un curriculum rischi di incappare in una sequela di reati, altro che uno, e la cui gravita varia nel caso in cui il curriculum sia sottoposto ad un ente pubblico o alla pubblica amministrazione oppure ad un’azienda privata.
    Infatti la giurisprudenza, che non individua il concetto di curriculum, identifica lo stesso come una scrittura privata la quale assume i connotati di atto pubblico nel caso in cui questo venga sottoposto alla pubblica amministrazione o ad un ente pubblico.
    Così stando si configura immediatamente il reato di falso ideologico ma più espressamente i reati di falso materiale in scrittura privata oppure di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.
    Se il tuo falso dovesse riguardare titoli di studio mai conseguiti incorri nel reato di usurpazione di titoli o di onori.
    Se dovessi essere assunto in un’azienda sulla base di un documento mendace che attesta una professionalità che tu non disponi e sulla quale vieni assunto, e se dovesse accadere un qualsiasi problema o danno all’impresa e si scoprisse la falsità del tuo cv rischieresti anche un’altra serie di reati con l’aggravante del falso ideologico e/o materiale.”

    Detto questo se l’azienda a cui è rivolto il curriculum falso è abbastanza grande ed importante potrebbe rivolgersi ad un’agenzia investigativa che tra gli altri effettua anche il servizio di “indagini pre assunzione” che va a verificare per lo più la veridicità del CV.

    Insomma non è solo una questione di morale…

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