Come redigere il curriculum vitae

di Giuseppe Aymerich Commenta

Per motivi opposti a quelli descritti, un curriculum vitae non deve nemmeno essere troppo breve: esso offrirebbe non solo l’immagine..

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Per motivi opposti a quelli descritti, un curriculum vitae non deve nemmeno essere troppo breve: esso offrirebbe non solo l’immagine di un lavoratore completamente inesperto ma anche di un documento redatto con sciatteria e scarsa attenzione; e nessuno è disposto ad assumere un lavoratore così pigro da non prestare cura nemmeno ai propri interessi.

Se proprio non si hanno troppe esperienze da enumerare, ci si concentri sugli aspetti formativi (studi compiuti, eventuali corsi seguiti…), o, alla peggio, sulle note di natura caratteriale.


Per riempire il Curriculum Vitae, inoltre, può essere utile indicare i progetti professionali che si desidererebbe soddisfare o le aree funzionali più amate (marketing, ricerca, amministrazione…), senza ovviamente esagerare con l’ambizione.


Un sistema diffuso è quello di ingrandire la dimensione dei caratteri o restringere la lunghezza delle righe per aumentarne il numero, ma è un trucco con le gambe cortissime e che rischia di creare cattiva impressione al lettore.

Nel raccontare le proprie esperienze, inoltre, bisognerebbe evitare di mentire. È frequente e umanissimo barare sul voto di laurea o raccontare di interessi personali “alti” (dalla musica classica all’ecologia) in realtà inesistenti, ma un attento selezionatore abituato a leggere fantasiosi curriculum non ha difficoltà a smascherare le bugie che vi si annidano.

In ogni caso, in ogni punto del documento è fondamentale essere chiari e concisi. Una trattazione schematica è di gran lunga preferibile ad una forma discorsiva, soprattutto se costituita da lunghe proposizioni principali e subordinate.

Occorre inoltre studiare con attenzione la forma, l’uso del grassetto e delle maiuscole, il layout dei paragrafi, gli spazi in bianco fra l’uno e l’altro, con lo scopo di offrire un lavoro ordinato e professionale. A parità di contenuto, infatti, un CV di bell’aspetto prevale su uno caotico e disordinato.

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