Tasse arretrate con Equitalia

di Filadelfo Scamporrino Commenta

Quando un contribuente non paga le tasse, la riscossione dall’Inps o dall’Agenzia delle Entrate, dopo un ben preciso lasso di tempo, passa ad Equitalia, che è la società pubblica che si occupa della riscossione di tasse e di tributi arretrati.

Quando un contribuente non paga le tasse, la riscossione dall’Inps o dall’Agenzia delle Entrate, dopo un ben preciso lasso di tempo, passa ad Equitalia, che è la società pubblica che si occupa della riscossione di tasse e di tributi arretrati.

Ma cosa cambia dopo che, dall’1 ottobre scorso, è entrato in vigore il cosiddetto accertamento esecutivo? Ebbene, in merito è intervenuta con una nota proprio Equitalia, spiegando in particolare, a differenza di quanto riportato da alcuni organi di stampa, che non è previsto alcun pignoramento della casa allo scadere del 60-esimo giorno dalla notifica ricevuta da parte dell’Agenzia delle Entrate.



PIGNORAMENTO PRESSO TERZI, SESSANTA GIORNI PER OPPORSI

La Legge impone infatti che per i pignoramenti debba passare un periodo pari a nove mesi, dato dai 60 giorni di tempo per pagare o per fare ricorso quando arriva la notifica dell’Agenzia delle Entrate; poi ci sono altri 30 giorni in corrispondenza dei quali, non avendo pagato, o non avendo fatto ricorso, la pratica di recupero del credito fiscale, tributario e/o contributivo, passa dall’Agenzia delle Entrate ad Equitalia.

DISCIPLINA DEL PIGNORAMENTO

Dopodiché, prima dei pignoramenti, ci sono altri 180 giorni durante i quali ogni azione esecutiva risulta essere sospesa. Quindi, in totale prima dei pignoramenti passano nove mesi, ovverosia 270 giorni, e non due mesi, ovverosia sessanta giorni. Per fare ancora più chiarezza sulla questione, Equitalia ha pubblicato online due documenti in pdf: uno è la mini-guida all’accertamento esecutivo, mentre l’altro si occupa di approfondire quelli che sono i nuovi vincoli per l’iscrizione dell’ipoteca.

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