Tassa sulla lode, dietrofront delle Entrate

di Giuseppe Aymerich Commenta

La legge prevede un piccolo premio a favore degli studenti liceali più meritevoli..

studente meritevole

La legge prevede un piccolo premio a favore degli studenti liceali più meritevoli. Coloro che ai sospirati 100/100esimi riescono ad aggiungere la ciliegina della lode, infatti, ricevono dallo Stato un bonus, il cui ammontare peraltro con il tempo è stato ridimensionato: nel 2008 erano 1.000 euro, nel 2009 sono diventati 650.

Ma se, fino a poche settimane fa, gli studenti potevano almeno contare di avere la somma per intero, ora, invece, il discorso pare essersi complicato.


Alle scuole italiane, infatti, è stata inviata una copia di una circolare dell’Agenzia delle Entrate, che a dire il vero risale al giugno scorso ma che all’epoca era passata pressoché inosservata.
Nella circolare, l’Agenzia stabiliva che il premio sulla lode era da considerarsi assimilabile ad una borsa di studio, e le borse di studio, a loro volta, sono fiscalmente assimilate al reddito da lavoro dipendente: pertanto, dev’esserci tassazione. Molte borse di studio, in realtà, sono esenti da imposte per espressa disposizione di legge, ma nel caso del premio per la lode nessuna legge prevede esplicite esenzioni.


In conclusione, ha stabilito l’Agenzia, sul premio occorre eseguire una ritenuta d’acconto del 20% prima di erogarla ai beneficiari, nonché provvedere agli altri adempimenti propri del sostituto d’imposta (F24, CUD, 770), anche rimettendo a posto le situazioni degli anni precedenti.

Ma, dopo che i giornali hanno divulgato il caso, nei giorni scorsi è sceso in campo il ministro Tremonti in persona, che ha invitato l’Agenzia a rivedere il caso. Il dietrofront dell’ente è stato quasi imbarazzante: da un giorno all’altro, è stato emesso un comunicato stampa in cui si disconosce l’assimilazione fra premio alla lode e borse di studio (non trattandosi di un sostegno per nuovi studi), con conseguente esenzione del premio da ogni tassazione.

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