Tassa sui libri sociali

di Giuseppe Aymerich Commenta

Tutte le società di capitali sono tenute a versare una tassa annuale per la bollatura e la vidimazione dei libri sociali. Per le SpA..

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Tutte le società di capitali sono tenute a versare una tassa annuale per la bollatura e la vidimazione dei libri sociali. Per le SpA, essi sono elencati dall’art. 2421 del codice civile: per esempio il libro soci o il libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio d’amministrazione.

Al contrario di quanto avveniva un tempo, per cui era previsto un calcolo dettagliato, questa tassa è oggi calcolata in maniera forfettaria: tutte le società, cioè, pagano una cifra fissa, indipendentemente dal numero dei libri interessati e dalle pagine redatte in ciascuno di essi.


Per l’esattezza, la somma da versare è pari a € 309,87 o a € 516,46 a seconda che il capitale sociale fosse inferiore o superiore a € 516.456,90 (corrispondente al vecchio miliardo di lire) alla data del primo gennaio scorso: eventuali variazioni successive non sono rilevanti.

Per il pagamento si utilizza il Modello F24 mediante il codice tributo 7085, e la tassa è compensabile con eventuali crediti d’imposta.

Per quanto riguarda la scadenza, essa è assimilata a quella prevista per il versamento del saldo annuale IVA: dunque, attualmente si fa riferimento alla data del 16 marzo.


I soggetti passivi dell’imposta, come accennato, sono le società di capitali: società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata; non sono interessati, invece, gli imprenditori individuali, le società di persone, le cooperative e le mutue assicuratrici.

Il discorso, inoltre, non riguarda gli enti diversi dalle società, come le associazioni o le fondazioni.

La tassa deve essere versata anche dalle società in stato di liquidazione o che sono assoggettate a procedura concorsuale, ad eccezione delle società fallite che sono esentate.

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