Tassa pannelli fotovoltaici cinesi

di Fabrizio Martini Commenta

L'Unione Europea ha aumentato i dazi doganali sui pannelli fotovoltaici provenienti dalla Cina, ma si teme una vendetta per quanto riguarda la nostra produzione vinicola.

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L’Unione Europea nel tentativo di dare una svolta alla propria produzione economica ha attuato una disposizione protezionistica, imponendo l’aumento dei dazi doganali sui pannelli fotovoltaici provenienti dalla Cina. Il braccio di ferro con il gigante orientale vede molto da vicino l’Italia, sia come membro di spicco dell’Unione Europea, sia come principale detentore del record sui pannelli fotovoltaici.

In particolare il nostro paese si è attestato come principale installatore di pannelli fotovoltaici nel corso dell’anno 2012: un settore dell’economia che continua a crescere e quindi uno dei pochi che si salva nella difficile recessione italiana. Aumentano i fallimenti di impresa nel 2013,  problema che si ripercuote sul mondo del lavoro e che il Governo e tutte le parti sociali stanno cercando di affrontare, come dimostrano le proposte dei consulenti del lavoro per l’occupazione.

Il settore del fotovoltaico sembra essere quindi il nuovo terreno di scontro economico tra le potenze mondiali, in questo caso Europa e Cina. L’Unione Europea ha infatti imposto e definito una maggiorazione dei dazi sui pannelli fotovoltaici prodotti in Cina, nel tentativo di impedire la massiccia importazione, per favorire la produzione interna e quindi l’aumento di occupati nel settore delle energie rinnovabili.

La reazione della Cina non si è fatta attendere, infatti il gigante cinese ha risposto in maniera piccata con l’aumento dei dazi doganali su un pregiato prodotto europeo, in particolare italiano, come il vino. I prodotti vinicoli sono tra i fiori all’occhiello della produzione italiana e l’aumento dei dazi da parte della Cina, uno dei mercati più importanti per l’elevato numero di acquirenti e consumatori, rappresenta una grave minaccia per l’economia europea e italiana. Le importazioni di vino da parte della Cina sono quadruplicate in termini di volumi nell’ultimo triennio e questo fa capire la portata di una contromisura del genere. I consumi di vino sono in netto calo all’interno dell’UE e quindi il mercato cinese rappresenta uno spiraglio per evitare il collasso anche del settore vinicolo.

L’Unione Europea ha imposto dei dazi medi dell’11,8% con effetto immediato sui pannelli fotovoltaici di manifattura cinese, ma è previsto un aumento degli stessi dazi al 47% per agosto. Le contromisure adottate da Pechino fanno pensare ad una marcia indietro degli organi europei. Infatti ben oltre 18 paesi dei 27 aderenti all’UE hanno mostrato delle perplessità rispetto a questo misura, per non turbare gli equilibri economici internazionali, in questa precaria fase per l’Europa.

 

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