Nuove accise sulla birra

di Giuseppe Aymerich Commenta

La birra, come tutte le bevande alcoliche, è soggetta alle accise..

La birra, come tutte le bevande alcoliche, è soggetta alle accise: con questo termine si indicano collettivamente le numerose imposte sulla fabbricazione e la commercializzazione di una serie di prodotti, fra cui anche l’energia elettrica e i tabacchi.

In queste settimane, i produttori italiani di birra sono sul piede di guerra. Il motivo è la recente decisione (peraltro ancora in discussione) di incrementare le accise sul più diffuso e leggero degli alcolici: la “bionda”, infatti, rischia di essere gravata da un aumento di tali tributi, i quali, bene ricordarlo, partecipano alla base imponibile dell’IVA, creando quindi in aggiunta il perverso effetto secondario di un’ulteriore imposta sull’imposta.


L’idea è in realtà a carattere temporaneo: si tratterebbe di reperire fondi immediati per finanziare il sostegno ai portatori di handicap. Per i produttori di birra, però, il timore è che tale misura provvisoria finisca per diventare di fatto definitiva; un timore niente affatto infondato, considerato che ancora oggi paghiamo un’accisa sulla benzina destinata a finanziare le guerre d’Africa, la cui efficacia è stata continuamente prorogata sebbene l’Italia non abbia più colonie nel Continente Nero da una sessantina d’anni.
Già oggi, peraltro, i nostri produttori pagano imposte sul prodotto molto superiori a quelle dei nostri più diretti concorrenti europei. L’aumento delle accise necessariamente condurrebbe ad un incremento del prezzo finale di vendita, rendendo le nostre bevande meno competitive.


Il rischio, in realtà, non ricade tanto sui colossi che dominano il nostro mercato: Peroni, Heineken (che ingloba fra l’altro anche Dreher e Moretti), Nastro Azzurro. Il vero problema è per le decine e decine di piccoli birrifici sparsi sul territorio nazionale: tutti insieme presidiano appena l’uno percento del mercato, ma danno lavoro a migliaia di persone.

Rispondi