Imposta di registro rinuncia all’eredità

di Stefania Russo Commenta

La rinuncia all'eredità, ovvero l'atto mediante il quale un erede decide di non entrare in possesso dei beni di proprietà del soggetto defunto...

La rinuncia all’eredità, ovvero l’atto mediante il quale un erede decide di non entrare in possesso dei beni di proprietà del soggetto defunto e di non subentrare al suo posto in situazioni di vario genere, sia attive che passive, comporta il pagamento dell’imposta di bollo.

L’atto di rinuncia all’eredità, infatti, rientra tra gli atti che non hanno contenuto patrimoniale e, pertanto, ai sensi dell’articolo 11 della Tariffa, parte prima, allegata al Tur, è soggetto a registrazione e alla conseguente tassazione mediante applicazione di un’unica imposta fissa di registro nella misura di 168 euro.


La stessa imposta deve essere pagata anche in caso di accettazione dell’eredità, trattandosi anche in tal caso di un atto che non ha contenuto patrimoniale.

Anche decidere di non assumere la qualità di erede, dunque, comporta dei costi. Tra questi figura, oltre alla suddetta imposta nella misura fissa di 168 euro, anche il pagamento di una marca da bollo da 14,62 euro e la parcella del notaio a cui ci si rivolge. Un’altra marca da bollo, sempre da 14,62 euro, deve inoltre essere acquistata per il ritiro di una copia conforme della rinuncia, a cui bisogna aggiungere anche le spese di cancelleria.

Per quanto riguarda i tempi per effettuare la rinuncia, ricordiamo che questa deve essere effettuata entro tre mesi dalla morte del de cuius nel caso in cui gli eredi che intendono rinunciare sono già in possesso oppure utilizzano i beni di proprietà del defunto, mentre in caso contrario la rinuncia può essere effettuata entro dieci anni dal decesso.

Rispondi