Effetti della cedolare sugli affitti

di Giuseppe Aymerich Commenta

Poiché, nel settore delle locazioni, il “nero” è diffuso e radicato, un’insistente scuola di pensiero ritiene che ciò dipenda da un livello di tassazione eccessivo..

Poiché, nel settore delle locazioni, il “nero” è diffuso e radicato, un’insistente scuola di pensiero ritiene che ciò dipenda da un livello di tassazione eccessivo.

Attualmente, i redditi da locazione dei fabbricati vanno dichiarati all’interno dell’imponibile IRPEF. Secondo questi autori, se gli affitti fossero tassati a parte, con un’aliquota secca (la cosiddetta “cedolare”) e più conveniente, molti proprietari di immobili affittati uscirebbero spontaneamente dal “nero”. Sull’ammontare di questa potenziale aliquota unica, l’odierno orientamento è di fissarne il livello al 23%.


Va poi considerato che il gettito della tassazione, oggi destinato allo Stato, in ottica federalista dovrebbe presto passare ai Comuni, i quali avrebbero tutto l’interesse di snidare le situazioni di irregolarità: se così fosse davvero, ci sarebbe un’ulteriore spinta all’emersione del nero.
Basandosi sui dati diffusi dall’Istat e dall’Agenzia del Territorio, “Il Sole 24 Ore” ha provato a calcolare gli effetti dell’introduzione dell’ipotetica cedolare al 23% a livello provinciale.
Nell’ipotesi in cui la sua introduzione non favorisse la regolarizzazione di nemmeno un proprietario, ci sarebbe ovunque una diminuzione del gettito, con effetti più pesanti nelle province dove le situazioni irregolari sono più modeste: in effetti, province come quelle di Perugia, di Pordenone o di Imperia (ai primi tre posti in termini di regolarità) avrebbero soltanto da perdere da tale misura.


Se invece ipotizziamo che la nuova e ipotetica normativa faccia emergere una parte dell’attuale “nero”, i vantaggi sarebbero molto più sensibili per quelle aree dove gli affitti nascosti al Fisco sono più diffusi, a partire dalla provincia di Caltanissetta, dove si stima che il gettito non dichiarato sia superiore di quasi ventidue volte di quello dichiarato.
A Caltanissetta, in effetti, basterebbe che l’l,3% del “nero” emerga per pareggiare gli effetti negativi sul gettito dell’arrivo della cedolare, laddove a Perugia occorrerebbe un fantascientifico 8466%.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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