Cedolare secca affitti 2011

di Stefania Russo Commenta

Lo schema del decreto sul federalismo municipale, che ha appena ricevuto l'approvazione da parte della Camera dei deputati, presenta dei provvedimenti..

Lo schema del decreto sul federalismo municipale, che ha appena ricevuto l’approvazione da parte della Camera dei deputati, presenta dei provvedimenti che incidono sul sistema tributario italiano sin dal 2011, tra cui la cosiddetta cedolare secca sugli affitti, che rientra nelle nuove tasse sulla casa che interesseranno a breve i proprietari di immobili.

A partire da quest’anno, infatti, chi affitta immobili destinati ad uso abitativo può scegliere di tassare il canone di locazione con un’aliquota del 21%, scegliendo quindi di optare per un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali comunale e regionale, nonché delle imposte di registro e di bollo sul contratto di locazione.


L’aliquota del 21% scende al 19% nel caso in cui i contratti di locazione siano a canone concordato e riguardino immobili situati in Comuni con carenze di disponibilità abitative e in quelli ad alta tensione abitativa. E’ possibile scegliere di optare per la cedolare secca anche in caso di contratti di locazione non superiori a 30 giorni.

La decisione di optare per la cedolare secca, tuttavia, preclude la possibilità di variare l’importo stabilito per il canone di locazione durante tutta la durata del contratto, compresa la cosiddetta “variazione Istat” che consente di adeguare il canone di locazione al costo della vita. Per questo motivo il proprietario dell’immobile deve informare il conduttore nel caso in cui abbia scelto di optare per la cedolare secca.

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