Calcolo rendita catastale immobile

di Stefania Russo Commenta

La rendita catastale di un immobile è il dato da cui partire per il calcolo dell'Imu, la nuova tassa che ciascun...

La rendita catastale di un immobile è il dato da cui partire per il calcolo dell’Imu, la nuova tassa che ciascun proprietario di uno o più immobili dovrà corrispondere a partire da quest’anno.

Per gli immobili a destinazione ordinaria, ossia quelli che appartengono alle categorie A, B e C, la rendita catastale si ottiene moltiplicando le dimensioni dell’immobile (espresse in vani per quelli della categoria A, in mc per quelli della categoria B e in mq per quelli della categoria C) per la tariffa d’estimo.

IMU SU ABITAZIONE PRINCIPALE DA GENNAIO 2012

Tali tariffe, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale, variano in base al Comune e alla zona censuaria in cui è situato l’immobile, oltre che in base alla categoria e alla classe assegnata all’immobile stesso.

CLASSIFICAZIONE CATASTALE IMMOBILI

Per rendere più chiare le modalità di calcolo della rendita catastale facciamo un esempio pratico. Supponiamo di avere un appartamento di categoria catastale A/2, di classe 5, situato in un comune con zona censuaria unica. Innanzitutto occorre individuare sulla Gazzetta Ufficiale la relativa tariffa d’estimo e successivamente moltiplicarla per il numero di vani. Quindi, supponendo che la tariffa sia di 300 euro e che i vani dell’immobile siano 4, la rendita sarà pari a 1.200 euro (valore ottenuto moltiplicando 300 x 4).

Le rendite catastali sono soggette a rivalutazioni al fine di adattarle al costo della vita. Dal 1997 la percentuale di rivalutazione delle rendite catastale è del 5%, per cui nel caso in esempio la rendita catastale rivalutata è pari a 1.260 euro (1.200 + 5%).

Per gli immobili appartenenti alle categorie “D” ed “E” (ossia quelli a destinazione speciale e particolare), la rendita catastale viene determinata attraverso una stima diretta.

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