Calcolo Imu

di Stefania Russo Commenta

La manovra Monti salva Italia ha introdotto a partire da gennaio 2012 l'obbligo di pagamento dell'Imu (Imposta municipale unica), una nuova tassa...

La manovra Monti salva Italia ha introdotto a partire da gennaio 2012 l’obbligo di pagamento dell’Imu (Imposta municipale unica), una nuova tassa simile all’Ici e che deve essere pagata per tutti gli immobili posseduti, compresi quelli adibiti ad abitazione principale.

Ma come si calcola l’Imu? Per effettuare il calcolo occorre partire dalla rendita catastale, indicata nell’atto di compravendita insieme alla classificazione dell’immobile.

LIMITE PAGAMENTO IN CONTANTI MANOVRA MONTI

La rendita catastale indicata nell’atto di compravendita deve poi essere rivalutata del 5%, in modo tale da ottenere la rendita catastale rivalutata. La classificazione dell’immobile indicata nell’atto stesso serve invece per individuare il moltiplicatore da utilizzare nel caso specifico, in particolare questo valore è 160 per i fabbricati del gruppo catastale A (escluso A/10) e per le categorie C/2, C/6 e C/7; 140 per i fabbricati del gruppo B (uffici pubblici, scuole, ospedali) e per le categorie C/3, C/4 e C/5; 80 per i fabbricati A/10 (uffici e studi privati); 60 per i fabbricati del gruppo D (es. opifici); 55 per la categoria C/1 (negozi e botteghe).

IMU SU ABITAZIONE PRINCIPALE DA GENNAIO 2012

La rendita catastale rivaluta dell’immobile deve quindi essere quindi moltiplicata per il relativo moltiplicatore, ottenendo così il valore catastale dell’immobile che rappresenta la base imponibile dell’Imu.

Il valore catastale dell’immobile deve poi essere moltiplicato per l’aliquota stabilita dal comune in cui è situato l’immobile e che oscilla tra il 7,5 e il 7,6 per mille, mentre per le prime abitazioni è prevista un’aliquota ridotta del 4 per mille.

Moltiplicando il valore catastale per l’aliquota prevista nel caso specifico si ottiene quindi l’imposta Imu al lordo di eventuali detrazioni.

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