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Cosa fare se non si riceve fattura
La legge IVA impone a chi esegue acquisti in veste di imprenditore o professionista di esigere la fattura da ogni fornitore di beni e di servizi.
Ma cosa avviene se il fornitore non emette fattura, o magari la spedisce per posta e quella non arriva al cliente? Il fatto che costui la solleciti non toglie il fatto che, come detto, ricevere la fattura è un obbligo da rispettare: un’eventuale violazione, se accertata in sede di controlli, impone una sanzione di ben 258 euro per operazione.
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Autofatturazione dei servizi intracomunitari
Lo scorso 22 gennaio il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che ridisegna gran parte degli istituti dell’IVA, a partire dai criteri di territorialità dei servizi, argomento ampiamente trattato anche come direttive comunitarie IVA 2010.
Al momento in cui scriviamo, però, tale decreto non è ancora uscito in Gazzetta Ufficiale e gli ennesimi aggiustamenti dell’ultima ora non sono affatto da escludersi. Gli operatori rimangono così ancora nel dubbio di cosa fare nelle prassi operative di tutti i giorni.
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Territorialità dei servizi IVA: la natura del committente
Scritto da: Giuseppe Aymerich in fisco il 30th gennaio
Salvo alcuni casi particolari, le nuove regole IVA sulla territorialità dei servizi stabiliscono che una prestazione fornita da un soggetto passivo italiano ad un committente straniero è localizzata in Italia se quest’ultimo è un consumatore privato, mentre è localizzata nel suo Paese di residenza se a sua volta costui è un soggetto passivo: nel primo caso l’operazione è imponibile, nel secondo è esclusa.
È bene ricordare che sono soggetti passivi: imprenditori e liberi professionisti, società, enti pubblici ed enti non commerciali (anche per le operazioni strettamente istituzionali).
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Compensazioni IVA: il credito del 2008 e gli altri dubbi
Scritto da: Giuseppe Aymerich in fisco il 25th gennaio
Oltre alle questioni sull’ home banking, la circolare 1/2010 ha chiarito altri dubbi posti dagli esperti, e si può dire che tutte le risposte vanno in senso favorevole al contribuente.
Il primo problema riguardava l’ipotesi che dal 2008 residuasse ancora un credito d’imposta non utilizzato in compensazione, destinato a cumularsi con quello del 2009. È stato precisato che le nuove norme sui controlli indispensabili per apporre il visto di conformità per i crediti superiori a quindicimila euro riguardano solo l’anno 2009: cosicché, qualunque sia l’importo residuo del credito del 2008, non è richiesto alcun controllo particolare.
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Compensazione IVA: l’uso dell’home banking
Scritto da: Giuseppe Aymerich in fisco il 24th gennaio
Nella tormentata vicenda sui crediti IVA e sulle possibilità di compensarli, l’Agenzia delle Entrate ha emanato l’ennesima circolare (la n. 1/2010) che prende in mano e affronta le perplessità che gli operatori ancora nutrivano sulla nuova procedura.
Con quest’ultimo intervento dell’Agenzia, si può ritenere che il quadro sia ormai definito, anche se niente può escludere che la pratica operativa farà sorgere in futuro nuove difficoltà di interpretazione.
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