Studi di settore 2009, uno su cinque è incongruo

di Giuseppe Aymerich Commenta

Si cominciano a conoscere i primi risultati sugli studi di settore allegato alla dichiarazione dei redditi del 2009 (riferita al periodo d’imposta 2008)..

Si cominciano a conoscere i primi risultati sugli studi di settore allegato alla dichiarazione dei redditi del 2009 (riferita al periodo d’imposta 2008).

È emerso, innanzitutto, che il 60% dei contribuenti è risultato “congruo naturale”, ossia ha superato il vaglio del software Gerico senza particolari difficoltà.


Un altro 5% non ha raggiunto il cosiddetto “valore puntuale” ma si è comunque attestato all’interno dell’intervallo di confidenza, superano dunque la soglia del “valore minimo”.

Poi c’è un ulteriore 15% che è risultato incongruo e ha preferivo adeguarsi in dichiarazione dei redditi. In altre parole, si tratta di coloro che, volendo evitare i controlli da parte dell’Amministrazione Finanziaria, hanno accettato di subire il male minore e pagare quel tanto in più di imposte che Gerico gli ha indicato.
Rimane, infine, il rimanente 20% che è risultato incongruo e che non ha voluto adeguarsi. Si tratta, evidentemente, dei contribuenti che hanno ritenuto spropositate le richieste di Gerico rispetto a quanto avrebbero da rischiare in caso di verifiche sostanziali.

In merito al rifiuto di adeguarsi, ha probabilmente inciso anche l’effetto congiunto delle sentenze della magistratura che hanno largamente smontato la valenza probatoria degli studi di settore, nonché i dati statistici che assicurano che, essendo gli incongrui centinaia di migliaia, solo una parte di essi si trova davvero a subire in seguito i controlli.


Rispetto agli anni passati, comunque, il numero dei congrui naturali è il più alto mai registrato. Due sono i motivi individuati: un po’ è stato l’effetto dei correttivi anticrisi introdotti nella primavera scorsa, che hanno ridimensionato le pretese di Gerico, e un po’ è stato il continuo affinamento degli studi di settore, oggi in grado di fotografare la realtà dei contribuenti ben più di quanto non accadesse solo pochi anni fa.

Rispondi