Sanzioni studi di settore dopo manovra finanziaria 2011

di Stefania Russo Commenta

Tra le novità previste dal nuovo testo della manovra finanziaria 2011-2014 figura anche un inasprimento delle sanzioni nei confronti dei soggetti...

Tra le novità previste dal nuovo testo della manovra finanziaria 2011-2014 figura anche un inasprimento delle sanzioni nei confronti dei soggetti che effettuano errori nella compilazione degli studi di settore, una misura che ha come scopo principale quello di rendere quanto più efficace possibile la lotta all’evasione fiscale.

In caso di mancata presentazione del modello relativo agli studi di settore è prevista una sanzione amministrativa pari a 2.065 euro, ossia superiore del 10% rispetto alla sanzione già prevista per questa ipotesi.

RETROATTIVITÀ PARAMETRI STUDI DI SETTORE

E’ stata inoltre incrementata del 50% la sanzione prevista in caso di errori nella compilazione del modello. Tale incremento, in particolare, scatterà nel momento in cui il reddito imponibile dichiarato si discosterà per oltre il 10% dal reddito reale ottenuto sulla base delle ricostruzioni effettuate. Le sanzioni per errori nella compilazione degli studi di settore vanno dal 100% al 200% dell’imposta omessa, per cui nel caso in cui venisse applicato anche il suddetto aumento la sanzione partirà da un minimo del 150% fino ad arrivare ad un massimo del 300% dell’imposta omessa.

Le nuove sanzioni previste dalla manovra finanziaria si applicano a partire dal 6 luglio 2011, quindi riguarderanno il modello Unico 2012.

MODELLI STUDI DI SETTORE DISPONIBILI PER IL DOWNLOAD

Per evitare di incorrere in tali sanzioni è necessario correggere gli eventuali errori presentando una dichiarazione integrativa, tuttavia nella maggior parte dei casi questa opportunità non viene utilizzata in quanto presuppone che l’utente si accorga autonomamente dell’errore commesso, cosa che in genere si verifica raramente.

Nell’ambito delle sanzioni previste in materia di studi di settore è bene ricordare che ricade sul contribuente l’onere della prova, ossia il compito di dimostrare la contrarietà delle determinazioni a cui è giunta l’amministrazione tributaria, pena l’applicazione delle sanzioni.

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