Correttivi per gli studi di settore dei professionisti

di Giuseppe Aymerich Commenta

In queste settimane, anche gli esercenti attività di arti e professioni stanno studiando l’impatto dei nuovi correttivi congiunturali..

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In queste settimane, anche gli esercenti attività di arti e professioni stanno studiando l’impatto dei nuovi correttivi congiunturali apportati agli studi di settore.

Questi correttivi, frutto di accurate analisi compiute nei mesi scorsi tenendo contro degli effetti della crisi economica, consentono di abbattere il livello di ricavi giudicato congruo da parte del software Gerico.


Laddove, dunque, i consueti calcoli dovessero penalizzare il contribuente, l’applicazione dei correttivi potrebbe offrire la possibilità di acquisire ugualmente il giudizio di congruità e dunque di evitare la dolorosa scelta fra pagare l’adeguamento e rischiare la sottoposizione a verifiche fiscali.


In verità, nei ventiquattro studi di settore elaborati per il campo degli artisti e dei professionisti, è stato previsto un unico, comune correttivo (al contrario degli imprenditori, per cui se ne prevedono vari e differenziati): il confronto con i compensi del 2007. Se essi appaiono superiori, allora la soglia di congruità può essere abbattuta.

In realtà, è difficile fare un discorso generale, perché la percentuale di abbattimento varia da attività ad attività a seconda della tipologia di attività svolta: sono stati infatti elaborati dei coefficienti di entità ben diversa da settore a settore.

Tirando le somme, comunque, l’effetto dei correttivi appare minore rispetto a quanto risulta per gli imprenditori: questo perché si è rilevato che per i professionisti gli effetti negativi della crisi si sono verificati più nel 2009 che nel 2008.

In particolare, lo studio che può portare alle variazioni più ridotte è l’UK17U, riservato ai periti industriali, il cui abbattimento minimo previsto è davvero risicato (-1,13%).

Tuttavia, ci sono anche significative eccezioni: la principale è offerta dallo studio UK16U, proprio degli amministratori di condominio, in cui la percentuale di abbattimento può arrivare fino al -72,44%.

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