Tipologie di ritenuta d’acconto

di Stefania Russo Commenta

La ritenuta d'acconto, in poche parole, è una trattenuta che viene effettuata sulla somme percepite dal sostituto d'imposta...

La ritenuta d’acconto, in poche parole, è una trattenuta che viene effettuata sulla somme percepite dal sostituto d’imposta, che a seconda del caso specifico può essere il datore di lavoro o il cliente.

Esistono diverse tipologie di ritenute d’acconto, tra queste la più conosciuta è senza dubbio la ritenuta d’acconto dei liberi professionisti. In questo caso si tratta di trattenute Irpef sui redditi di lavoro autonomo e che vengono applicate quando si svolge una prestazione occasionale oppure in caso di prestazione resa da un soggetto titolare di partita Iva.

MODULI RITENUTE D’ACCONTO

In quest’ultimo caso, in particolare, il cliente titolare di partita Iva, tramite il modello F24, effettuerà il versamento a titolo di Irpef per conto dell’altro soggetto, anticipando dunque la tassazione e provvedendo poi ad inviargli le certificazioni inerenti alla ritenute d’acconto effettuate nei suoi confronti in un determinato anno solare entro la fine di febbraio dell’anno successivo. Queste certificazioni servono per consentire al soggetto nei cui confronti è stata emessa ritenuta d’acconto di dichiarare l’ammontare delle ritenute d’acconto emesse nei suoi confronti e di sottrarre quindi tale ammontare dal totale delle imposte dovute.

COME FARE LA RITENUTA D’ACCONTO

Altra tipologia di ritenuta d’acconto è quella che viene applicata sui redditi di capitale, in altre parole nel momento in cui vengono corrisposti i redditi derivanti da un investimento finanziario saranno applicate delle ritenute a titolo di acconto o di imposta.

Tra le ritenute più frequenti e più conosciute figurano quelle effettuate sui redditi da lavoro dipendente, ossia quelle indicate sulla busta paga come trattenute Irpef e detratte dal compenso mensile.

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