Reti amiche per le cartelle di pagamento

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il progetto “Reti Amiche”, avviato da qualche anno, prevede la progressiva estensione dell’erogazione dei servizi pubblici..

Il progetto “Reti Amiche”, avviato da qualche anno, prevede la progressiva estensione dell’erogazione dei servizi pubblici da parte di soggetti privati abilitati e convenzionati. Lo scopo è quello di favorire il cittadino, dandogli maggiori possibilità di chiedere e ottenere servizi senza spostarsi troppo lontano da casa. Al momento sono circa sessantamila gli esercenti che, a vario titolo, hanno aderito al progetto.


Nelle settimane scorse è stato siglato un nuovo e interessante accordo fra Equitalia e i principali rappresentanti degli aderenti a “Reti Amiche”. In sostanza, si sono stabilite le linee generali per definire la possibilità per il cittadino di ottemperare alle cartelle di pagamento direttamente al supermarket oppure dal tabaccaio di quartiere.

Sarà dunque un canale alternativo rispetto a quelli tradizionali (banche, poste e gli sportelli dello stesso concessionario della riscossione), con orari molto più elastici e prolungati e dunque maggiore comodità.
In sostanza, sui bollettini di versamento sarà applicato un codice a barre. Immaginiamo di fare la spesa al supermercato: sul bancone della cassa l’incaricato non leggerà solo i codici di prodotti alimentari e casalinghi ma anche quello delle cartelle esattoriali che gli porgeremo, e provvederà ad addebitarne il valore.

A quietanza dell’avvenuto pagamento, noi contribuenti ci vedremo rilasciare uno speciale scontrino, che affiancherà quello ordinario. In seguito, naturalmente, l’esercente provvederà a riversare ad Equitalia l’ammontare della cartella, defalcandone il suo aggio.


A tal proposito, va segnalato che gli aderenti a “Reti Amiche” riceveranno per questo servizio un compenso per ogni cartella riscossa esattamente pari a quello già attribuito a banche e poste; la nuova soluzione, dunque, non comporterà maggiori costi per le casse dell’Erario.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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