Spese di spedizione delle fatture

di Giuseppe Aymerich Commenta

Quello delle spese legate all’invio delle fatture è un tema dibattuto da molti anni. Molti fornitori, infatti, addebitano al cliente un piccolo..

posta20prioritaria2010-01-04

Quello delle spese legate all’invio delle fatture è un tema dibattuto da molti anni. Molti fornitori, infatti, addebitano al cliente un piccolo contributo (solitamente pari a qualche decina di centesimi) a titolo di rimborso per le spese di spedizione. L’esempio tipico è quello delle bollette inviate da molte compagnie telefoniche o elettriche.

In realtà, però, l’articolo 21 della legge IVA (DPR 633/1972) stabilisce che le spese di emissione della fattura non sono mai addebitabili al cliente.


Sulla scorta di questa norma, dunque, le associazioni dei consumatori ritengono da tempo come illegittima la richiesta al cliente di questo contributo.

Tuttavia, proprio perché gli importi in questione sono irrisori, ben pochi pensano di ricorrere in tribunale; ma per il fornitore, accumulare decine di centesimi su qualche milione di bollette emesse ogni anno non è una fonte di ricavi da sottovalutare.

Le rare volte in cui la questione è giunta davanti ad un giudice, comunque, il magistrato di turno ha sempre dato ragione ai consumatori; o, perlomeno, così era fino a pochi giorni fa. Il quadro però sembra essere cambiato dopo le due sentenze emesse in pochi giorni dalla Corte di Cassazione, che hanno ribaltato l’orientamento ormai consolidato.


Secondo la Suprema Corte, infatti, un conto è l’emissione della fattura e un altro è la sua spedizione: ragion per cui risulta lecito stabilire contrattualmente che le spese concernenti quest’ultima siano addebitate al cessionario dell’operazione.

Una presa di posizione, quella della Cassazione, che ha suscitato molte critiche presso le associazioni dei consumatori; con il tempo si vedrà se quest’orientamento influirà le prassi della giurisprudenza di merito.

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