Reato intestare la casa alla moglie per eludere il Fisco

di Giuseppe Aymerich 1

Uno degli illeciti penali previsti dalle norme tributarie consiste nell’eseguire atti di disposizione del proprio patrimonio che hanno l’effetto di impoverirlo..

casa intestata alla moglie

Uno degli illeciti penali previsti dalle norme tributarie (e precisamente dall’articolo 11 del decreto legislativo n. 74/2000) consiste nell’eseguire atti di disposizione del proprio patrimonio che hanno l’effetto di impoverirlo, con lo scopo di evitare che esso venga aggredito da Equitalia.

Non poche volte, infatti, il concessionario della riscossione si è trovato impotente per recuperare l’entità delle imposte evase e delle relative sanzioni proprio perché il contribuente aveva intestato tutti i suoi beni al coniuge o ad un amico o parente compiacente.


Proprio per reprimere questo fenomeno, la legge ha considerato reato tale comportamento, punendo tanto il contribuente disonesto quanto il suo complice. Tale illecito è così malvisto dalle autorità che nemmeno l’adesione al recentissimo scudo fiscale potrà estinguere le responsabilità.

Naturalmente, il compito del Fisco non è facile, perché non è sempre agevole dimostrare quando tali cessioni e donazioni sono elusive e quando invece il terzo intestatario sia in buona fede; in quest’ultimo caso, infatti, è evidente che costui non può essere punito, né il suo diritto può essere revocato.


Queste controversie sono spesso oggetto di discussione nelle aule giudiziarie. L’ultimo esempio è quello di un imprenditore di Santa Maria Capua Vetere (CE), che, braccato dall’Erario, ha intestato il suo appartamento alla moglie. Come dimostrare che l’atto era illecito?

La Corte di Cassazione, che ha deliberato definitivamente sulla questione (confermando, d’altronde, i giudizi precedenti), si è focalizzata su due indizi pesanti: i due coniugi erano in regime di separazione dei beni (anomalo, dunque, questo “regalo”) e la donazione era avvenuta pochi giorni dopo la ricezione da parte di lui di alcune salate cartelle di pagamento.

La donazione è stata dunque resa nulla, l’appartamento è stato soggetto a pignoramento e l’imprenditore è stato condannato.

Commenti (1)

  1. Si dovrebbe considerare reato (tranne in casi eccezionali) anche intestare la casa a figli conviventi, non sposati, maggiorenni o minorenni che siano: a meno che il figlio non lavori e dimostri di aver acquistato lui la casa in questione, è chiaro che i veri proprietari sono i genitori e che dunque si tratta di un’intestazione di comodo per evitare di dichiarare l’immobile al fisco e impedire quindi che lo stesso faccia cumulo sul reddito. Se ci si decidesse a mettere in atto una cosa del genere, in Italia ci sarebbero molti meno evasori fiscali … Naturalmente il discorso vale anche per le intestazioni fatte a parenti anziani, disabili, nullatenenti o disoccupati …

Rispondi