L’accesso a casa del contribuente deve essere motivato

di Giuseppe Aymerich Commenta

I funzionari dell’Amministrazione Finanziaria, e in particolare gli aderenti al corpo della Guardia di Finanza, hanno il potere di..

amministrazione-finanziaria

I funzionari dell’Amministrazione Finanziaria, e in particolare gli aderenti al corpo della Guardia di Finanza, hanno il potere di accedere presso i locali dove è esercitata un’attività d’impresa, d’arte o di professione al fine di eseguire le indispensabili verifiche fiscali “sul campo”.

Il discorso diviene però molto più complesso quando si tratta di andare ad acquisire elementi di indagine direttamente presso la residenza del contribuente: la Costituzione, infatti, stabilisce a chiare lettere che la forza pubblica può accedere nelle abitazioni private solo in presenza di un mandato del giudice.


Il diritto costituzionale è ribadito in ambito tributario dall’articolo 52 del DPR 633/1972, che impone l’obbligo di autorizzazione della Procura: atto che non può essere emanato senza limiti, ma solo se sussistono gravi indizi di violazione delle norme tributarie.


Spesso e volentieri, tuttavia, si è assistito ad accessi fondati su atti dove genericamente si riportava solo l’esigenza di portare a termine le verifiche fiscali. Una pratica molto contestata dai difensori dei contribuenti, e che ora sembra aver trovato un ostacolo insormontabile presso la Corte di Cassazione.

Con la sentenza n. 6836, infatti, la Suprema Corte ha sancito che l’autorizzazione del procuratore della Repubblica deve indicare nel dettaglio, e non con una sbrigativa formula generica, le cause che spingono ad un’azione tanto pesante qual è l’accesso presso la residenza del contribuente.

Una motivazione insufficiente, dunque, è come se fosse inesistente. La conseguenza è che in questi casi l’autorizzazione è nulla; se perciò durante l’accesso fossero reperiti indizi di colpevolezza del contribuente, questi sarebbero comunque del tutto inutilizzabili in giudizio.

Un’arma in più, dunque, con la quale il cittadino può oggi impugnare qualsiasi avviso di accertamento maturato in queste condizioni di illegittimità.

Rispondi